Sanità
01.07.2020 - 18:500

"Mascherine in bar, ristoranti, grandi magazzini e uffici", la carica dei 350 medici

Il primo firmatario dell'appello è Franco Denti, con lui molti professionisti. "In Svizzera negli ultimi 4 giorni 316 casi di contagi da Covid-19.  Questa impennata inquietante. Il rischio di un'altra ondata epidemica a breve termine non è escluso"

BELLINZONA – Dopo la decisione del Consiglio federale di imporre l’uso delle mascherine sui mezzi pubblici, i medici ticinesi vanno oltre e chiedono di introdurre l’obbligatorietà anche in altre situazioni. L’appello, promosso dall’Ordine, da Mattia Lepori, Vicecapo Area Medica dell’EOC, da Christian Garzoni, Direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco, unitamente a tutti i medici che in questi mesi hanno lavorato nei vari Gruppi di sanità dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC), è firmato da ben 350 medici.

 Ecco il testo dell’appello pubblicato oggi dal presidente dell’Ordine, Franco Denti.

"In Svizzera negli ultimi 4 giorni 316 casi di contagi da Covid-19.  Questa impennata inquietante. Il rischio di una prossima ondata epidemica, se la tendenza continuasse così, a breve termine non è escluso.

 L’obbligo di indossare la mascherina su mezzi pubblici, nei grandi magazzini, nei bar, nei ristoranti e nei luoghi chiusi e uffici, e se si sosta in un locale per più di 15 minuti (a maggior ragione se si hanno contatti con persone con cui non si riesce ad avere una distanza di sicurezza), non può più essere procrastinato.

 Ora che gli esercizi commerciali, i bar e i ristoranti sono riaperti, c’è sempre più necessità di chiarire alcuni punti sull’uso delle mascherine chirurgiche da parte della popolazione.

 Le mascherine sono utili non per proteggere se stessi, ma per proteggere gli altri dalle proprie goccioline, e se tutti le indossano, l’effetto è di avere meno goccioline nell’aria e quindi meno possibilità di trasmissione del virus. Questo è soprattutto importante per le persone asintomatiche, che tuttavia sono infette e potenzialmente infettive.

 Le persone sintomatiche non escono e non si relazionano con gli altri, mentre gli asintomatici, che non hanno disturbi, hanno contatti con l’esterno e possono attraverso le goccioline emesse, trasmettere il virus e fungere da veicoli inconsapevoli e involontari.

 All’aperto le mascherine non sono necessarie se si mantiene le distanze di sicurezza, se si fa sport in solitaria, se si cammina con il cane. Sono necessarie invece se si sosta con persone a parlare a distanza ravvicinata per più di 15 minuti.

Le mascherine chirurgiche sono più che sufficienti, le ffp2 non servono per la popolazione generale.

La popolazione non deve in alcun modo indossare le mascherine con filtro in entrata, ma non in uscita, perché possono essere addirittura pericolose, proprio perché non bloccano il flusso delle goccioline in uscita; quindi, se una persona è asintomatica ma infetta, il virus non è bloccato dalla maschera, ma è libero di uscire, come se la persona non indossasse alcuna mascherina".

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