Oltre L'economia
22.03.2019 - 09:000

Ticino, va tutto bene: l'economia cresce, così come l'occupazione. Buone le prospettive future

Presentata la fotografia dell'economia ticinese tracciata dal BAK. Bellinzona e Chiasso-Mendrisio gli agglomerati che vanno meglio

LUGANO - L’economia ticinese nel corso degli ultimi anni (periodo analizzato 2007 – 2017) si è sviluppata in modo dinamico e con una crescita costante, superando in modo positivo crisi e difficoltà settoriali, dimostrando così di sapersi adattare ed evolvere al passo con i tempi.

Anche per il 2019 la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) – congiuntamente all’istituto di ricerca BAK Economics, con cui collabora dal 2018 - ha presentato uno studio che vuole contribuire a rendere maggiormente oggettiva la fotografia della situazione economica del Ticino nel contesto nazionale e internazionale, sottolineando quelle peculiarità proprie al tessuto economico locale che gli permettono di restare competitivo.

Lo studio è stato presentato pubblicamente oggi nel corso di un evento al LAC di Lugano al quale sono convenuti 150 invitati tra imprenditori, rappresentanti di aziende, associazioni di categoria, istituzioni ed autorità.

Glauco Martinetti, presidente della Cc-Ti, ha sottolineato l’importanza di ripartire dai dati per contribuire a rendere maggiormente veritiera l’immagine dell’economia ticinese, ancora troppo spesso vista come a traino, e poter costruire insieme ai diversi attori del territorio rinnovate opportunità di cui possa beneficiare l’intero Cantone.

 “Grazie allo studio del BAK, la Camera di Commercio vuole contribuire a rendere ancor più veritiera l’immagine della situazione economica ticinese che è ancora troppo spesso ingiustamente vista come un’economia a traino. Solamente attraverso la raccolta, l’analisi e la messa in luce di taluni dati si può infatti poi passare ai fatti e costruire in modo responsabile e collaborativo quelle concrete possibilità di sviluppo e benessere generalizzato a cui tutti noi sono certo auspichiamo”.

Marc Bros de Puechredon, presidente della Direzione generale BAK Economics, ha poi presentato i risultati dello studio nel dettaglio e Luca Albertoni, direttore della Cc-Ti, ha concluso e moderato l’evento.

Nella mattinata, lo studio è stato presentato in anteprima alla stampa nella sede dalla Gehri Rivestimenti SA, con l’intento di sottolineare le eccellenze aziendali presenti sul territorio.

"In un’epoca di mutamenti strutturali e tecnologici come quella in cui stiamo vivendo è fondamentale sviluppare misure e soluzioni con una visione ampia e concertata ricordandosi ciò che il grande scienziato Isaac Netwon una volta disse rendendoci attenti: Costruiamo troppi muri e non abbastanza ponti”, ha detto Martinetti.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti anche il CTO di Casale Group, Ermanno Filippi e Andrea Gehri, che hanno spiegato come l’innovazione sia centrale per lo sviluppo della propria attività – indipendentemente dal settore - e, di riflesso, per l’economia del nostro Cantone.

I risultati dello studio presentato da BAK Economics confermano quanto già emerso nel corso della scorsa edizione dello studio (www.cc-ti.ch/uneconomia-in-crescita), ossia che l’economia ticinese si sta sviluppando in modo dinamico, raggiungendo buoni livelli sia nel confronto internazionale che nazionale.

La crisi finanziaria, gli anni ardui per il settore finanziario e bancario, l'abolizione della soglia minima di cambio fra franco ed euro e la crisi turistica non hanno intaccato la tecnologica, dove ad emergere è un Ticino che può vantare diverse aziende che primeggiano nel deposito di brevetti di qualità, sancendo quindi una crescita non solo quantitativa ma anche e soprattutto qualitativa dell’economia cantonale.

Un Ticino che cresce, anche nel confronto internazionale

Il territorio cantonale vede una buona crescita economica, soprattutto se si confrontano i dati a livello internazionale. Dal 2007 il nostro Cantone è cresciuto in modo netto rispetto alle medie delle economie statunitensi ed europee (occidentale). Nel medesimo periodo, mentre l’economia ticinese progrediva di un quinto, quella italiana - nazione di paragone naturale data la prossimità geografica – ristagnava.

Incremento dell’occupazione

Il progresso economico è stato determinato da una considerevole espansione dell’occupazione, di cui anche la popolazione residente ha beneficiato. Il tasso di disoccupazione è leggermente aumentato rispetto al 2018, in linea però con la media nazionale (e con l’economia svizzera nel suo insieme), restando sempre significativamente inferiore rispetto a molti altri paesi, Italia compresa.

L’incremento dell’occupazione è alla base del forte sviluppo economico, più della produttività che risulta migliorabile, come già rilevato lo scorso anno. Tuttavia, non si tratta di una caratteristica ticinese, se si considera che la produttività in agglomerati come Losanna e Zurigo è addirittura calata, dimostrando che il tema è d’attualità per tutto il mondo occidentale e non indica forzatamente la debolezza di un’economia, segnatamente quella ticinese.

Agglomerati ticinesi quali locomotive trainanti

All’ottimo trend economico conseguito dal Ticino hanno contribuito i diversi fattori di crescita in numerosi settori dei quattro agglomerati trainanti (Bellinzona, Lugano, Locarno e Chiasso-Mendrisio), ognuno dei quali possiede le proprie specificità. Come nel 2018, Lugano, Bellinzona e Chiasso-Mendrisio sono gli agglomerati che evidenziano i migliori risultati e riescono a tenere il passo con le altre regioni svizzere.

L’agglomerato di Locarno, invece, presenta uno sviluppo economico meno positivo: la sua economia è specializzata in settori che, perlomeno attualmente, crescono al di sotto della media.

Diversificazione settoriale

Il modello macroeconomico cantonale si compone di differenti settori specializzati per i quattro agglomerati e questa diversificazione ha contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo ticinese. Va però rilevato che l’importante sviluppo di taluni settori che erano considerati “minori”, come quella delle tecnologie dell’informazione, si è notevolmente rafforzato in Ticino grazie alla crescita generale. Una modifica strutturale del genere è positiva e potrebbe continuare a sostenere la crescita del Ticino.

Focus sull’innovazione tecnologica

Un aspetto molto interessante è quello analizzato in questa edizione dello studio riguardo all’innovazione tecnologica in Ticino e in particolare all’impatto qualitativo di tale innovazione. Prendendo come riferimento i brevetti depositati da aziende attive in Ticino è possibile stilare un quadro molto positivo riguardo alla qualità degli stessi e agli effetti favorevoli sul sistema economico, con una crescita del deposito di patenti e brevetti di qualità.

Lo studio ha così reso misurabile l’innovazione, andando ad indagare lo sviluppo di brevetti in differenti categorie tecnologiche, di cui le principali sono da ritrovare nei settori dell’industria tessile, farmaceutica, della tecnologia medicale, così come nel settore finanziario e nella metallurgia.

Prospettive future

Dallo studio emerge un’economia dinamica ed innovativa, con un’importante attività brevettuale di qualità. Le prospettive future di crescita sono quindi favorevoli e si può presumere che il Ticino potrà continuare a restare competitivo nel confronto nazionale ed internazionale. È importante però che le condizioni quadro evolvano per essere sempre più favorevoli e in linea con le rinnovate esigenze imprenditoriali, permettendo così alle aziende di continuare a svilupparsi e innovare restando competitive in un contesto internazionale fortemente concorrenziale.

“Lavorare insieme per ottenere elementi utili nell’interesse del Ticino. Per fare ciò si necessitano condizioni quadro efficaci, con un contesto normativo e burocratico dove il fare impresa e lo sviluppo non siano circoscritti, ma in cui la libertà imprenditoriale – iscritta nella nostra Costituzione – resti un faro guida per le attività aziendali” ha concluso Martinetti. 

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