Estero
26.09.2016 - 10:130
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

«E ora spurgate le fogne se siete capaci». Fra i frontalieri prevale la rabbia

I lavoratori italiani commentano il voto. «Ma la Svizzera non si metterà contro l'UE per il piccolo Ticino». «Venite a fare i nostri lavori». Qualcuno difende i ticinesi: «avremmo votato anche noi così»

COMO - Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni dichiara che verranno prese misure correttive, l'eurodeputata Lara Comi ha chiesto di isolare il Ticino, invitando gli imprenditori italiani a rientrare in patria. Il voto su "Prima i nostri" è l'argomento del giorno fra i lavoratori frontalieri. Cosa pensano di quanto deciso dai ticinesi? Nei vari gruppi Facebook, c'è confusione. In diversi chiedono se tutti i frontalieri saranno licenziati, rassicurati subito da altri utenti. Ma soprattutto c'è rabbia, anche se si leva qualche voce solidale, «io frontaliera capisco e condivido il patriottismo degli svizzeri, dovremmo prendere esempio: il popolo sovrano decide il futuro dei propri figli in primis....riflettiamo invece di perderci in inutili polemiche. E ancora grazie Svizzera per concedere privilegi negati in patria» e «se lo stesso referendum lo facessero in Italia, tutti noi voteremmo sì!!!!! Come è giusto che sia». «Le persone che hanno votato ieri sono le stesse che fanno la spesa in Italia e non fanno girare l'economia nella loro amata terra. Cari Ticinesi se io non posso guadagnarmi da vivere onestamente in Ticino, voi dovete fare la spesa in Ticino e far girare l'economia nella vostra nazione. Voglio vedere ora quanti di loro faranno i lavori più umili con una paga misera! Good luck Ticino ne riparleremo», attacca qualcuno. «Visto il risultato elettorale di oggi volevo dire se uno svizzero vuole il mio posto di lavoro lo cedo volentieri», propone un altro utente, con molti che si accodano. «Sono proprio curiosa se vanno al nostro posto per 8-9 ore di lavoro, a turni chiusi in fabbrica per pochi (per loro) franchi... vista la bella vita che fanno oltre essere sempre in giro». «Faccio il piastrellista in Svizzera da 10 anni e giuro che non ho mai visto e conosciuto uno svizzero che fa il mio lavoro... dai dai chiudete le frontiere così vediamo come crolla il 'bel' Ticino. Senza di noi siete persi... Poi però col c---o venite a far la spesa da noi e anche le ferie». In diversi elencano i loro lavori, offrendoli ai ticinesi, e facendo emergere un malcontento diffuso. «Dove lavoro io cerco un/a lavapiatti per la prossima stagione... 3'200 franchi lordi... qualche svizzero libero?». «Votano senza usare il buon senso come per i parcheggi a pagamento... pensavano fosse solo per noi italiani e invece l'hanno presa in quel posto più di noi. Però è bello e costa poco venire in vacanza in Italia e nei ristoranti oltre confine. Bravi, complimenti, ora andate a spurgare le fogne e a fare asfalto se ne siete capaci», commenta qualcun altro. «Un popolo di più facile indottrinamento dei Ticinesi non si era mai visto... Facciamo i lavori che loro non vogliono fare. Facciamo il nostro lavoro a testa china senza troppe pretese perché quello che ci interessa è sopravvivere in questa giungla, e poter mantenere le nostre famiglie», ragiona un altro frontaliere. Ma il dubbio che "Prima i nostri" difficilmente sarà applicabile c'è anche fra i frontalieri. "«on cambia nulla poiché il diritto del lavoro è di competenza di Berna. Se Berna recepirà questi segnali dal Ticino, vedremo cosa accadrà con i negoziati UE riguardo agli accordi bilaterali. Personalmente non penso che per colpa del piccolo Ticino, la Svizzera inizi una guerra con l'UE». La sfiducia verso i politici scesi in campo da parte italiana, come Maroni e Comi, si avverte. Come si avverte l'ostilità: è sempre più un residenti conto frontalieri, il clima si esaspera sempre più.
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