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14.04.2017 - 12:210
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Foa insiste, "confermo la notizia, ho due fonti entrambe verificate per due volte. La situazione in Siria è fuori controllo"

Il giornalista, avvicinato al termine di una conferenza, ribadisce il suo scoop. "Cosa succede ora? O l'allerta viene revocata, oppure i riservisti vengono reclutati se la crisi internazionale peggiora"

LUGANO – Ieri sera, Marcello Foa è stato protagonista di una conferenza all’USI assieme a Bruno Giussani, per parlare di tecnologia, social e futuro del giornalismo. Qualche giorno fa, il suo scoop sui 150mila riservisti americani a cui sarebbe arrivata una pre convocazione ha fatto molto parlare. Lanciata come uno scoop, non ha trovato seguito, e in molti si sono interrogati sulla sua veridicità, arrivando anche a parlare di bufala.

Al termine della serata, abbiamo chiesto direttamente a Foa che cosa pensa dell’eco che la sua notizia, rimasta di fatto isolata, ha suscitato.

Cosa ci può dire riguardo il suo scoop?
“Confermo tutto. Da buon giornalista ho le mie fonti, che mi hanno confermato la cosa. Si tratta di due fonti, verificate due volte, dunque sono uscito con la notizia. Essa non è stata smentita. E c’è un punto molto importante: mi dicono che devo svelare le mie fonti, il giornalista fa gli scoop perché le protegge. Il diritto alla libertà di stampa è quella di proteggere le proprie fonti. I regimi che non lo fanno sono le dittature. Le faccio un esempio: il Watergate. Non ci sarebbe stato se i giornalisti avessero svelato le loro fonti. La trasmissione Report ha appena mandato in onda delle notizie molto pesanti su Renzi, grazia a un testimone anonimi. O ti fidi del giornalista e della testata, oppure no. Il giornalista, che ha l’esperienza di vita deve essere creduto. La polemica che è scaturita mi è parsa dunque pretestuosa”.

Si aspettava di essere contestato in questo modo?
“Ho avuto una notizia domenica sera. Sono un giornalista, per cui l’ho pubblicata”.

Secondo le sue fonti, qual è la situazione ora?
“I militari hanno ricevuto una cartolina di premobilitazione, per questo non c’è un annuncio ufficiale. La mobilitazione viene fatta quando c’è in corso una crisi internazionale e dunque possono servire forze militari in più. Gli scenari possibili ora sono due.  L’allerta può venire revocata, e quindi non succede niente, oppure i riservisti vengono reclutati perché c’è una crisi maggiore. Siamo a questo punto, ora”.

Cosa si attende adesso Marcello Foa?
“Quel che spero di cuore è che l’allerta venga revocata. Comunque sono molto preoccupato per la situazione internazionale”
.
Verso chi crede che gli americani vorranno indirizzarsi? Contro la Siria, oppure addirittura la Russia o la Corea?

“Non saprei dirlo. Quel che vedo con preoccupazione è che la situazione in Siria è fuori controllo e che c’è una parte dell’establishment americano che sembra intenzionato a usare la forza. Il Consigliere della Forza nazionale lo ha dichiarato, dicendo che possono fare di più, parlando di opzioni sul tavolo di Trump. Loro i piani li hanno e sembra vogliano usarli. Mi auguro davvero di cuore che non lo facciano! Questa situazione può durare qualche giorno, qualche settimana o qualche mese, non ne ho idea. Ma la notizia che 150mila riservisti sono stati preallertati è confermata da più fonti, io di più non so che dire”.


Paola Bernasconi
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