Estero
31.01.2020 - 15:420

Se il Coronavirus agita la politica: Salvini urla contro le frontiere aperte, qualcuno si chiede se Di Maio sapesse

"Di Maio ha fatto la spola per mesi tra Roma e Pechino per zerbinarsi ai governanti cinesi, era a Shangai a novembre, possibile che in tutto questo tempo non abbia saputo nulla?", si chiede un deputato della Lega. "Lui pappa e ciccia coi cinesi"

ROMA – Il Coronavirus in Italia sta diventando una questione politica. Prima Salvini l’ha usato come argomentazione per chiudere le frontiere, ora un esponente del Carroccio si chiede come mai Di Maio non ne sapesse nulla.

"Confermati i primi due casi di coronavirus in Italia (due turisti cinesi), chiuso il traffico aereo con la Cina, dichiarata l'emergenza globale dall'Organizzazione mondiale della sanità. E poi eravamo noi a essere 'speculatori' e catastrofisti... Frontiere aperte, incapaci al governo", ha postato Matteo Salvini.

Poi Paolo Grimoldi, deputato della Lega, ha attaccato Luigi Di Maio. "Dato che ormai è appurato che le autorità cinesi erano a conoscenza del coronavirus fin dai primi giorni del mesi di dicembre poniamo una domanda al Governo, al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri: nessuno di loro ne sapeva nulla? Di Maio ha fatto la spola per mesi tra Roma e Pechino per zerbinarsi ai governanti cinesi, era a Shangai a novembre, possibile che in tutto questo tempo non abbia saputo nulla? Di Maio non era stato informato dai suoi amici di Pechino? Eppure è 'pappa e ciccia' con il governo cinese...".

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