LETTURE
Angelika Overath, “Un inverno a Istanbul”
Un luogo che racchiude molte anime, un dualismo celebrato nel primo libro di una trilogia dedicata alla città sul Bosforo

Istanbul è un luogo che racchiude molte anime, e nel suo passato Cristianesimo e Islam si sono avvicendati. Un dualismo presente anche nel romanzo di Angelika Overath, il primo di una trilogia dedicata alla città sul Bosforo.

A contrapporsi sono Cla, professore di religione ed etica, svizzero, studioso di Nicola Cusano, e Baran, cameriere turco con contaminazioni greche, musulmano, amante della storia. Il primo chiuso e trattenuto, il secondo sensuale e misterioso. L’uno pronto ad aprirsi, l’altro a guidarlo in un viaggio alla scoperta di sé. 

Insieme a loro il lettore scopre una Istanbul segreta, si perde nei quartieri popolari dove anonimi portoni celano templi sufi e antichi hammam, ripercorre il viaggio di Cusano da Istanbul a Ferrara per il Concilio, vive i turbamenti di Cla per quell’amore omosessuale che mette in crisi la sua relazione con la donna che sta per dargli un figlio.

Questi due mondi opposti e apparentemente distanti trovano un punto di unione che da un piccolo movimento colto nella sua bellezza cresce in un rapporto di tacita comprensione in cui trovano posto due anime così diverse, come le diverse anime di Istanbul.

Angelika Overath, Un inverno a Istanbul - Dadò Editore, Collana La Libellula - Fr. 26.-

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