CRONACA
Locarno, «Cantone, tempi e modi sbagliati: noi non ci stiamo»
Il Municipio locarnese non concorda con la scelta del Governo di addossare ulteriori oneri ai comuni per riequilibrare le finanze ticinesi. «Richieste onerose, e arrivate quando ormai i preventivi sono a buon punto. Per ora usciamo anche dalla Piattaforma»
LOCARNO - Lavertezzo, Monteggio, Vernate, ed ora Locarno. Aumentano i comuni che si scagliano contro il Consiglio di Stato per la decisione di addossare ulteriori oneri ai comuni per riequilibrare le finanze cantonali. A destare perplessità sono sia i modi che i tempi, e il Municipio locarnese lo ha reso noto al Governo con una lettera, di cui ha inviato copia in redazione.

«L’impatto netto per i Comuni, valutato complessivamente in 11,2 milioni di franchi, è importante e va ad aggiungersi a tutta una serie di misure introdotte negli ultimi anni. Se è vero che i bilanci dei Comuni ticinesi negli ultimi sono migliorati, occorre sottolineare che questo è dovuto principalmente ad una politica rigorosa delle uscite, ad una gestione razionale dei mezzi a disposizione e, in diversi casi, ad una riduzione della mole degli investimenti che nei prossimi anni dovrà essere recuperata», si legge nella missiva.

«Per quel che riguarda tanto la forma che la tempistica, ci limitiamo ad osservare che questo modus operandi va decisamente contro gli intendimenti del messaggio governativo sul progetto denominato "Ticino 2020, per un Cantone al passo con i tempi" inerente la "Riforma dei rapporti fra Cantone e comuni"», di cui vengono riportati alcuni punti in cui si specifica come la Piattaforma di dialogo Comune-Cantone sia quella riconosciuta dalle parti per le discussioni politici riguardanti la riforma.La lettera d'intenti che viene citata, inoltre, dovevano essere discusse prima dalla Piattaforma, cosa che non è avvenuto, poiché «non è dando una comunicazione unilaterale in merito a un’importante misura di risparmio decisa dal Governo Cantonale che si rispettano gli intendimenti della lettera di intenti: la decisione di ridurre di 12 milioni i sussidi per le scuole avrebbe dovuto semmai costituire un’ipotesi di lavoro da approfondire nell’ambito della Piattaforma e solo dopo aver trovato un consenso sarebbe potuta divenire una misura condivisa ed essere ufficializzata».«Non da ultimo, l’imposizione di misure con degli effetti così importanti per le finanze comunali quando i preventivi degli enti locali sono ad uno stadio avanzato di allestimento, dimostra poco rispetto nei confronti dei Comuni», prosegue il Municipio locarnese.Di conseguenza, Locarno dice no alla «decisione di ulteriore travaso di oneri presa dal Consiglio di Stato» e ritiene inutile partecipare ad altre riunioni della Piattaforma finché non riceverà dei chiarimenti sui punti sollevati.   

 
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