CRONACA
Prima i nostri? Le FFS dicono no e scelgono il granito di Roma
Il Consigliere nazionale PPD intende presentare un'interpellanza al Consiglio Federale: la produzione indigena, per la stazione di Bellinzona, è stata dimenticata?
BELLINZONA - Le FFS prendono il granito da Roma, e Fabio Regazzi si infuria. Le ferrovie, infatti, hanno deciso di utilizzare materiale romano per la nuova stazione di Bellinzona, ignorando la produzione locale. «Stiamo parlando della Porta del Ticino, di un nodo ferroviario dunque fondamentale per tutto il cantone con l’apertura di AlpTransit. E le FFS cosa fanno? Si dimenticano dell’industria del granito, settore già in crisi per una serie di disposizioni e parametri che mettono in difficoltà gli attuali "cavisti". Mi auguro che la decisione non sia definitiva», ha tuonato il Consigliere nazionale PPD sulle colonne de La Regione.Il deputato ticinese presenterà quindi un'interpellanza al Consiglio federale il primo giorno della sessione primaverile, ponendo l'accento sulla produzione indigena a Rivera e Tre Valli: il non utilizzare il loro materiale denota - secondo Regazzi - insensibilità nei confronti di un cantone periferico e di minoranza linguistica. Regazzi chiederà lumi anche sull'impatto ambientale e sulle condizioni di lavoro delle dittea romane in questione, e domanderà al Consiglio federale se condivide la scelta delle FFS o se in casi simili, che potrebbero riguardare per esempio aziende come Swisscom o Posta, non sia meglio privilegiare il chilometro zero. Prima i nostri, insomma.
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