LUGANO - La due giorni di Consiglio Comunale dedicata al LAC, con l'elezione del Consiglio Direttivo sfociato, come noto, in un nulla di fatto, è costato 11.310 franchi (130 franchi per 58 consiglieri comunali presenti per 1.5 sedute) ai contribuenti. Lo si legge nel ricorso contro la proceduta usata da parte di due cittadini.Intanto, le polemiche non si placano, anche se per forza di cose bisognerà attendere prima di riprendere il discorso. Dopo Marco Borradori, anche la Municipale socialista Cristina Zanini Barzaghi ha detto la sua. Il PS è stato accusato da più parti di aver fatto come Ponzio Pilato, uscendo al momento della votazione e non volendo esprimersi per nessun candidato. Come riporta il Corriere del Ticino, i socialisti non volevano essere responsabili dell'elezione di Masoni, ma neppure dover dire sì o no a Pesenti, Consigliera di Stato per il PS ma ora candidata dalla Lega.La Municipale, interpellata dal quotidiano, respinge le critiche, e attacca Lega e PLR. «Il problema resta principalmente nel campo dei due partiti di maggioranza. E se sono di maggioranza che governino. Spesso abbiamo avuto un ruolo nell’aiutare a togliere le castagne dal fuoco. Siamo sempre disponibili, ma con il dovuto rispetto». Della serie, questa volta non ci pensiamo noi, arrangiatevi. Zanini Barzaghi non ha gradito nemmeno la richiesta del voto segreto da parte del Movimento di via Monte Boglia, che «"di fatto ha eliminato la trasparenza».Ammette come la candidatura di Pesenti abbia creato qualche problema all'interno del suo partito, ma ribadisce che una soluzione sarebbe stata votare sia l'ex Ministra che Giovanna Masoni. «Il ticket Masoni-Pesenti era quello che avevo votato in Municipio», ha ammesso.E ora? Non esclude che si possano andare a cercare altri nominativi, anche non luganesi.