STABIO - Il caso del 39enne monitore di ginnastica a Stabio arrestato un anno fa per molestie ai danni di sette ragazze minorenni continua a far discutere in paese. Il Municipio ha preso posizione, esprimendo prima di tutto vicinanza alla vittime e alle loro famiglie, oltre che a tutti i monitori, parlando di una sensazione di «smarrimento, difficoltà nel trovare risposte ai mille interrogativi, forse perché a volte queste non è possibile neppure trovarle. In questi momenti la comunità si deve stringere, deve mostrarsi solidale e non attaccare in modo gratuito e manifesto coloro che sono già stati colpiti direttamente o indirettamente da simili atrocità. In questo modo si evita di ferire nuovamente le vittime e provocare nelle famiglie coinvolte nuovi dolori».Ha velatamente approvato il fatto che l'inchiesta è trapelata tempo dopo l'arresto, vista la delicatezza della vicenda, e ha spiegato di essersi subito mosso, organizzando incontri con le Associazioni e invitando le stesse a organizzare attività con la presenza di due monitori formati. «Non è corretto che i responsabili delle associazioni vengano accusati di non aver prestato la dovuta attenzione, di non aver "selezionato" prontamente i monitori», ha aggiunto l'Esecutivo, ricordando che non vi è un identikit del pedofilo, il quale è un manipolatore e spesso si nasconde nella cerchia di persone vicine alla vittima.La società in cui militava l'uomo ora in carcere ha organizzato una serata con i genitori dei ragazzi che hanno frequentato la palestra nell'ultimo decennio. La Lega però dalle pagine del Mattino ha accusato la segretaria della società, al momento dei fatti municipale, e i colleghi di comitato di aver raccontato bugie, tacendo alcuni fatti, per passare dalla parte delle vittime. Sulla vicenda, intanto, emergono sempre nuovi dettagli. Gli abusi più gravi sarebbero stati compiuti in strada, dove il monitore aggrediva le vittime a viso coperto. Lo stesso era noto per toni poco consoni usati nei confronti dei suoi allievi, e addirittura sarebbe sospettato per un abuso sessuale compiuto a Mendrisio nel 2005 ai danni di una ragazza minorenne.«Non sapevamo nulla e siamo rimasti molto sorpresi anche noi per quanto accaduto. Personalmente ho scoperto che era in prigione 5 mesi dopo il suo arresto e non sapevo il motivo, queste insinuazioni danno fastidio. Se avessimo saputo avremmo agito diversamente», ha detto al Corriere del Ticino la segretaria della locale Ginnastica ed ex municipale Angela Plebani Zappa, chiamata in causa dai leghisti.