CASTELLI (ABRUZZO) - I volontari ticinesi proseguono il loro instancabile lavoro per liberare dalla neve le vie d'accesso alle varie frazioni del comune di Castelli. Sono giorni intensi, vissuti fra gioia e dolore, fra lacrime di gioia e di tristezza. Basti pensare all'albergo sommerso da una slavina: la felicità per i sopravvissuti si mescola al dispiacere per chi, invece, non ce l'ha fatta, oltre che alla rabbia per un allarme lanciato e, probabilmente, rimasto inascoltato.Anche oggi, si esulta e si piange. I volontari ticinesi, tramite il profilo facebook di Danilo Cau, che ieri ci ha rilasciato un'intervista in cui racconta la missione e la voglia di aiutare, hanno comunicato un salvataggio avvenuto. «Questa sera ho avuto la splendida notizia che oggi siamo riusciti a raggiungere tutte le case del comune di Castelli ancora isolate, tra cui quella di una signora di 107 anni che è sopravvissuta per 10 giorni da sola, senza corrente e senza riscaldamento !!! Domani abbiamo ancora da liberare alcune stradine di collegamento e probabilmente nel pomeriggio andremo a dar man forte ai colleghi Pompieri di Bellinzona assieme all'ultima fresa che partirà domani. Sarà l'intera forza del Ticino a sconfiggere l'ultimo ostacolo che ci separa dal portare in salvo le ultime persone!!! Non molliamo», è il post pubblicato in tarda serata ieri.Il Console italiano in Ticino, Marcello Fondi, ha ringraziato i volontari ticinesi per l'aiuto prestato.Oggi, però, un altro dramma (che non coinvolge per fortuna i ticinesi impegnati in Abruzzo): un elicottero del 118 (Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica), è precipitato mentre stava raggiungendo una persona che si era ferita sciando. I morti sono sei. Altre morti, dunque, in una regione martoriata, e per qualcuno scatta la rabbia: perché andare a sciare vicino a luoghi di tragedia, dove le frese lavorano ancora?