“Imporre a un giovane di lasciare, di punto in bianco, un impiego sicuro presso una ditta di primo piano con mansioni legate alla professione appresa, spedendolo a fare un lavoro per il quale non ha nessun requisito, senza nemmeno chiedersi quali saranno le conseguenze (facile: sicura disoccupazione non più al 50% ma al 100%) lascia stupefatti. Ancor di più se questo implica, a cascata, anche l’esclusione dalla frequentazione della scuola intrapresa onde ottenere un terzo diploma, oltre tutto con costi d’iscrizione già pagati e non proprio indifferenti”, prosegue, indignata. A farla infuriare è una frase contenuta nella sanzione, “nulla impedisce all’assicurato di continuare la ricerca di un’attività lavorativa nella propria professione dovendo però accettare nell’immediato l’impiego offerto”.