CRONACA
Rifiuti e dubbi. Il parere di Coen, "Chiasso perde o guadagna? Io starei cauto, si rischia di penalizzare le famiglie e le attività di ristorazione"
Il liberale, tenendo conto anche dell'entrata in vigore della tassa sul sacco cantonale, chiede di rivedere alcuni punti del nuovo regolamento sui rifiuti e anche le forchette di prezzo. "Un negozio o un artigiano non hanno spazzatura quanto un centro commerciale, mettere tutto in un calderone è illogico"
CHIASSO – È difficile stabilire ora chi avrà un guadagno col nuovo regolamento per i rifiuti di Chiasso, che entrerà in vigore quando il tutto il Cantone vi sarà anche la tassa sul sacco. Quindi, è meglio aspettare a fare valutazioni.

Passando agli aspetti finanziari, presupponendo quindi un prezzo di vendita di fr 1,30 per il sacco da 35 litri, in luogo degli attuali fr 1,70, è stata stimata per il 2019 una riduzione delle entrate derivanti dalla vendita dei sacchi e delle marche di ca. fr. 110'000.--, che rappresenta circa il 30% degli introiti medi annui registrati negli ultimi 3 anni, che il Municipio valuterà in che misura recuperare”, Coen tiene conto che “nel 2019 entrerà in vigore la tassa sul sacco in tutti i comuni del Cantone. Prima di tutto è quindi a mio avviso necessario calcolare quanti sacchi in più potrebbero essere venduti. Tenendo conto di un livellamento generale a livello distrettuale. L’entrata in vigore della tassa sul sacco nei Comuni limitrofi, porterebbe verosimilmente ad una diminuzione del cosiddetto “turismo del sacco”. Ritengo che per questa ragione sia un po’ prematuro parlare di perdite e di recuperi”.

Dunque, Chiasso avrà un guadagno o una perdita? Le famiglie avranno una tariffa più che raddoppiata e non saranno dunque favorite, mentre le attività commerciali che impiegano fino a 49 impiegati pagheranno più di tre volte tanto, ma per Coen “è troppo generico, un negozio o un artigiano non hanno spazzatura come un centro commerciale, un ufficio non ha spazzatura quanto una banca, uno studio non ha spazzatura quanto una fabbrica o un industria. Mettere tutto in un unico calderone è irragionevole oltre che illogico. Tutto questo mette in forte difficoltà le piccole attività locali. Anche la ristorazione rischia di essere penalizzata”.

Per questo, chiede prudenza al Comune e di rivedere i punti da lui elencati

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