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Cronaca
03.07.2018 - 13:180
Aggiornamento: 04.07.2018 - 09:11

Il 15% in meno, no! Pirati con le braccia incrociate, di nuovo, un anno dopo.

L'anno scorso lo sciopero dei lavoratori della NLM durò parecchio tempo, oggi hanno riproposto la misura poiché la Società Navigazione Lago di Lugano vuole ridurre i salari a partire da inizio 2019 almeno del 15%, fanno sapere i sindacati. La società manda dei marinai da Lugano, trattative difficili

LOCARNO – È passato un anno e i dipendenti della Navigazione sono di nuovo in sciopero. Un anno fa lavoravano per la Navigazione Lago Maggiore e rischiavano il posto, poi grazie a un consorzio sono ripartiti. Ma i problemi non sono finiti, anzi: non si è raggiunto l’accordo sui salari con la direzione della Società Navigazione Lago di Lugano (SNL) sul contratto collettivo di lavoro e dunque i battelli sul bacino svizzero, infatti, non circoleranno dalle 8:50 alle 18:00. Si parla di una riduzione di stipendio di almeno il 15%.

"Per quattro tornate di trattativa, i sindacati SEV, UNIA, OCST accompagnati da una delegazione di lavoratori, si sono sentiti ribadire che a decorrere dal 1° gennaio 2019 i salari saranno quelli previsti dalla scala salariale del Regolamento aziendale SNL. Riduzioni quantificabili attorno al 15% e oltre, scrivono infatti i sindacati in questione.

"L’ostinazione della direzione SNL è ancor meno comprensibile alla luce del business plan presentato in più occasioni e in cui era stata individuata come via praticabile un adeguamento salariale del 5% dei salari SNL per tutti i dipendenti dei due laghi, calcolato su 32 unità lavorative attive sul bacino svizzero del Lago Maggiore e non 17, che corrisponde all’attuale forza lavoro sul lago Maggiore".

La SNL, nonostante tutto, non si è arresa e ha invitato dei marinari luganesi per coprire le tratte che i locarnesi vorrebbero lasciare scoperte. E questo senza dubbio non ha aiutato a rasserenare una situazione complicata.

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