Un'abitante ci racconta come si vive a un anno dal dramma. "Alcuni paesi non torneranno mai più come prima". Divieto di entrare in val Bondasca

BONDO – È passato circa un anno dalle frane che devastarono la val Bregaglia, radendo al suolo di fatto alcune frazioni di paesi e isolando per lungo tempo la zona. Ora, l’incubo potrebbe essere di nuovo dietro l’angolo. Il Pizzo Cengalo infatti si muove, e il comune di Bondo chiede alla popolazione e ai turisti di non entrare in Val Bondasca.
Lo scorso anno alcuni abitanti ci raccontarono il dramma vissuto, ora abbiamo ricontattato una ragazza che vive a Vicosoprano, a cinque minuti circa da Bondo.
“Il Pizzo Cengalo ha ricominciato a muoversi , per ora niente di preoccupante però c’è il divieto assoluto di entrare in val Bondasca”, ci conferma.
Ma come si vivono momenti simili, a un anno dalla tragedia? “La valle vive in modo strano, c’è chi è senza tanti pensieri e chi come me a ogni pioggia o a ogni giornata calda pensa che l’incubo possa iniziare da capo”, ci racconta.
“La calma che ha caratterizzato ci ha fatto passare un po’ le ansie e le paure”, prosegue. Non tutti però sono stati fortunati. “I i paesaggi di Bondo, Spino e Sotto Ponte sono comunque simili a quelli di un altro pianeta, l’immagine di quei paesi ormai non tornerà come prima! Ci sono sabbia e sassi ovunque…”.
In molti hanno perso le case, “di quelle demolite dalla frana ormai non c’è più traccia, sono state tutte demolite. Diversi erano appartamenti di vacanza, mentre chi è di qui e non ha più la casa si è trasferita in affitto a Bondo, a Stampa o addirittura in Engadina”.
Insomma, le conseguenze di quanto accaduto nell’agosto scorso sono ancora visibili. E ora si guarda in su, verso il Pizzo Cengalo, augurandosi che non frani.