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Cronaca
17.12.2018 - 11:500

"Ticino, apri un'inchiesta: c'è disparità di trattamento da parte della Polizia?"

Lo chiede il segretario della UIL Frontalieri di Como. "Si moltiplicano le segnalazioni di frontalieri in tal senso: indagate, potrebbero aver ragione o no ma almeno si sarà fatta un'operazione all'insegna della massima chiarezza"

COMO – Qualcuno addirittura invoca un intervento del Ministro degli Esteri, molti sostengono comunque che le minacce e il post erano troppo pesanti per non causare un licenziamento, quanto meno nel caso del lavoratore della Rapelli.

Ma come mai i frontalieri ce l’hanno con la Polizia ticinese? Parecchi ritengono che gli agenti siano più severi con gli italiani che con gli svizzeri. Per Quadri, chiederlo a loro è come aizzare i frontalieri stessi.

Ora però, dopo il secondo caso in poco tempo, qualcuno vuole appurare. Intervistato dalla Provincia di Como, segretario del sindacato di UIL Frontalieri di Como. “Si moltiplicano le segnalazioni di frontalieri che denunciano disparità di trattamento tra svizzeri e italiani da parte della polizia ticinese per infrazioni al Codice della strada”, spiega, andando oltre le singole storie.

Credo sia giunto il momento di appurare se davvero ci sono comportamenti differenti da parte della polizia ticinese in base alla nazionalità. Le autorità del Cantone dovrebbero aprire un’inchiesta. Lo stesso dovrebbe fare il comando della polizia cantonale. Può essere che il risultato confermi le opinioni sull’argomento di gran parte dei frontalieri o può essere anche che i fatti smentiscano questa voce comune. Si sarà comunque fatta un’operazione all’insegna della massima chiarezza”, aggiunge.

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