Abbiamo raccolto la testimonianza di una ticinese che si trova nel catanese. "Le case vecchie come la nostra hanno retto meglio rispetto a quelle nuove. Diversi amici hanno passato la notte in auto"

ACIREALE – I catanesi da qualche giorno vivono col naso all’insù, osservando la nube che si leva dall’Etna in eruzione. Si sono avvertite anche delle scosse di terremoto, la più violenta delle quali ieri alle 3.19. Ha causato numerosi crolli, 600 sfollati e 28 feriti, seppur solo due di una certa gravità.
Anche qualche ticinese si trova sul luogo per le festività. Abbiamo raccolto la testimonianza di una donna del Sottoceneri, in visita a parenti.
“Noi fortunatamente abbiamo una casa antica in centro ad Acireale. Dico per fortuna perché penso che le vecchie case siano migliori delle nuove. Infatti amici che vivono qui, che hanno case in palazzi nuovi fuori dal centro, hanno passato la notte in auto e sono rientrati solo questa mattina in casa a stimare i danni: per alcuni niente altri hanno crepe nei muri ed un po’ di scompiglio per casa”, ci racconta.
Al momento della scossa “stavamo semplicemente dormendo ed un tremore ci ha fatto svegliare... Il salva vita ha staccato la corrente ed ha acceso le luci d’emergenza. Quindi una volta capito che era tutto apposto noi siamo tornati a dormire, seppur con un po’ di timore. Per esempio, la zia di mio marito, aveva sua figlia a dormire dal suo compagno (a Santa Venerina) ed è tornata da lei perché hanno avuto paura”.
Dei parenti hanno riscontrato danni ingenti, ma la nostra interlocutrice ci dice qualcosa che mostra lo spirito fiero dei siciliani. “La loro azienda, che lavora il cashmere e fili pregiati, ha avuto ingenti danneggiamenti allo stabilimento... ma sono persone forti, abituati ai “capricci” della “Mamma Etna” ed oggi già stavano sistemando i danni per essere operativi di nuovo domani”.
Subito pronti a rialzarsi, dunque. Non perdendo d’occhio l’Etna.
Come mi sento? "Ho un un mal di mare costante perché mi sembra di vibrare ancora... ma sono “svizzerotta” e quindi non sono abituata, per fortuna!”, conclude.