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02.04.2021 - 11:390

Merlani: "La terza ondata sta cominciando. Sarà diversa dalle altre, non possiamo fare previsioni"

Il Medico Cantonale invita a fare attenzione a Pasqua e avvisa che i vaccinati sono considerati 'sicuri' dopo due settimane dalla seconda dose. La Dottoressa Kottanattu fa chiarezza sui test sui bambini

BELLINZONA - Conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione pandemica oggi a Bellinzona con Giorgio Merlani, Medico cantonale e Lisa Kottanattu, Caposervizio dell’Istituto pediatrico della Svizzera italiana dell'EOC. 

Merlani: "Per Pasqua attenzione"

"Dopo la seconda ondata e un periodo di relativa stabilità tra gennaio e marzo nelle ultime settimane i valori sono in salita, sia in termini di test effettuati sia di numeri assoluti, che sono saliti con un Rt costantemente superiore a 1 da cinque settimane. La media delle cifre quotidiane è sopra a 80, prima si aggirava attorno a 40-50: in quattro settimane abbiamo raddoppiato. C'era stabilità anche nella pressione sugli ospedali, invece ora abbiamo un aumento di ricoveri in ospedale. Dobbiamo evitare di aumentare la pressione".

"Ricordiamo che le persone vaccinate diventano protette dopo il 14esimo giorno dalla seconda dose, dunque in caso di sintomi prima di questa scadenza fate tamponi e tutta la procedura".

"Per fare un tampone per andare in vacanza, per contatti con sospetti eccetera potete contattare delle farmacie, alcune hanno molte richieste. L'unico test che viene pagato dal cittadino è il PCR (quello molecolare) se fatto per un viaggio. Gli altri, anche per interesse personale, per andare da un amico, per sicurezza, è pagato dalla Confederazione, quindi attraverso le tasse, ma non cash al medico o al farmacista".

"Mercoledì arriverà probabilmente l'auto-test, che può essere fatto da soli a casa. La sua affidabilità però è inferiore rispetto a quella del test rapido e soprattutto del PCR. In nessun caso va usato con sintomi. Il suo uso è incoraggiato ma non è pensato per chi ha sintomi e non deve essere una sicurezza assoluta. Non si può farlo e poi trovarsi in 150. Poi non li avremo probabilmente a disposizione tutti entro mercoledì".

"Stiamo pensando di fare tutti assieme, in un momento preciso, il test, per bloccare una serie di casi asintomatici riducendo sensibilmente la carica del virus. A quel punto servirà adesione dei media e della popolazione, se avessimo idealmente tutti, o almeno una buona percentuale, di persone che ci seguono avremo buone possibilità di ridurre i contagi".

"La terza ondata sta cominciando. Ci sono delle differenze, sia per le capacità di test che abbiamo, sia per i vaccini, sia per la variante che circola, più contagiosa. È difficile fare paragoni con quanto vissuto in precedenza. Un anno fa come ora avevamo appena superato il picco e stavamo scendendo perché avevamo chiuso molto di più e prima. Questa volta sarà tutto diverso per una serie di motivi, cerchiamo di analizzare i fattori ma non possiamo dire con certezza cosa succederà tra una o due settimane".

"All'interno delle scuole i casi di infezioni sono aumentati, perché la variante inglese colpisce i piccoli e perché il virus circola di più nella società. Su 3'000 classi abbiamo 5, 6, 7 casi al giorno, con 3-4 classi che vanno in quarantena, molto poco. Possiamo dire con orgoglio che le nostre scuole sono state aperte e speriamo, dopo le vacanze, di poter continuare ad averle aperte: con i piani di protezione, le mascherine, i test abbiamo dimostrato che si può andare avanti così. I test di massa nelle scuole non fanno la differenza, quando qualcuno ha sintomi e andiamo a fare analisi ambientali difficilmente troviamo altri positivi. Teniamo dunque la nostra procedura, anche se non sapremo più se una persona è positiva alla variante inglese o no (il 92% del totale, di più nelle scuole). Lo verificheremo solo in casi di particolari focolai, di decorsi gravi di malattie, di persone che arrivano da zone pericolose: in quei casi vorremo vedere il sequenziamento e se c'è qualcosa di particolare".

"Siamo vicini a Pasqua, i ragazzi sono già in ferie. È una delle occasioni in cui ci si ritrova di più in famiglia, vedo dei parallellismi col Natale. Buona parte delle persone sopra i 70 anni è già stata vaccinata, la prudenza resta d'obbligo. Si evitino feste tra sconosciuti e coi nonni, si può fare un test rapido in più per verificare di non avere un'alta carica virale. Un'idea buona è trovarsi all'aperto e a distanza".

"Nelle case anziani, come a Natale, prevediamo degli alleggerimenti del periodo pasquale. In Ticino molti ospiti sono stati vaccinati e altri 400 lo saranno a breve, dunque i residenti potranno per esempio trovarsi in tavoli da cinque, seppur distanziati, le visite saranno concessi in modo un po' più largo, per dare serenità".

"La strategia dei test di massa è stata fatta, si sta lavorando sul tema, formando le persone che aiuteranno le aziende che desiderano partecipare. Dovremmo riuscire a partire a metà aprile. Abbiamo svolto un'indagine presso le aziende per capire quante sono interessate".

"La campagna vaccinale procede bene, le capacità di vaccinare del Cantone sono superiori alle dosi che riceviamo, il problema sono dunque le dosi. Si sono iscritti più dell'80% dei malati cronici, c'è un'ottima adesione anche negli over 65. Il 6,7% della popolazione ha ricevuto due dosi, mentre quelle che hanno ricevuto una dose sono 43mila. Abbiamo avuto pochi effetti collaterali e non gravi. È logico che tra anziani ci sono persone che dopo il vaccino hanno decorso della loro malattia, i casi si verificano per capire se sono collegati solo temporalmente al vaccino o se ci sono nessi causali. Per ora la vaccinazione è sicura, nonostante ciò che qualcuno scrive".

Kottanattu: "Bambini più contagiati, ma nessun decorso grave"

"Nella fascia pediatrica non ci sono stati decorsi gravi, nonostante la variante inglese li colpisce di più. Nella seconda ondata abbiamo ricoverato solo pochissimi bambini. È molto importante che i numeri di pazienti contagiati con la variante inglese sono aumentati, in particolare tra i 6 e i 12 anni. L'obiettivo dei test nei bambini è evitare la chiusura delle scuole, perché chiuderle e non far socializzare i bambini è devastante. Dunque si cerca di evitare focolai, si è abbassato il limite di età dei bambini da testare".

"Sotto i 6 anni abbiamo un algoritmo specifico, già di settembre-ottobre. In caso di cattive condizioni e mancanza di contatti con persone col Covid i bambini più piccoli possono essere testati".

"In età pediatrica si usa il PCR, sia il naso-faringeo che il salivare, per i sintomatici. Sotto i 6 anni non abbiamo dati per cui bisogna essere cauti col campione salivare, che ha alcune peculiarità su cui bisogna prestare attenzione. È più difficile campionarlo e ci vuole pazienza, i bambini non devono aver mangiato, bevuto e lavato i denti nei momenti precedenti. Non è lo sputo a essere determinante, la saliva deve essere fatta colare nell'imbuto. Rimane comunque una valida alternativa".

"I test antigenici non ci danno grossi dati nei sintomatici sotto i 12 anni. L'autotest non viene dunque consigliato in età pediatrica. Può essere eseguito sopra i 12 anni agli asintomatici per le analisi, se invece il bambino è sintomatico si usa il PCR".

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