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14.06.2022 - 12:120

Inclusione e socialità, il bilancio del DECS sull'anno scolastico

La crisi ucraina ha sottoposto la scuola ticinese a un'ulteriore prova di flessibilità. Accolti oltre 630 allievi provenienti dall'Ucraina

BELLINZONA – L’anno scolastico che si sta per chiudere è stato contraddistinto dall’avvicendarsi di due momenti di crisi: il picco pandemico di dicembre-febbraio e l’inizio del conflitto in Ucraina a fine febbraio.

Pandemia Covid19 Nel corso dell’anno scolastico 2021/2022 l’obiettivo di mantenere una scuola aperta, in presenza e nel rispetto delle misure sanitarie è stato nuovamente raggiunto. Il progressivo adeguamento dei piani di protezione già impiegati nel corso dell’anno scolastico precedente e la capacità di adattamento degli istituti hanno permesso, sebbene con notevoli sforzi organizzativi da parte di tutti gli attori scolastici, di gestire il forte aumento di casi manifestatosi nel periodo tra le vacanze Natale e di Carnevale. Il successivo miglioramento della situazione epidemiologica ha consentito di concludere l’anno scolastico in modo regolare e senza restrizioni. A fronte della possibilità che si debbano affrontare nel corso del prossimo autunno-inverno nuove ondate pandemiche, l’obiettivo resta inalterato: mantenere una scuola sicura e in presenza, non compromettere gli apprendimenti e, allo stesso tempo, garantire agli allievi le opportunità di socializzazione, di relazione e di scambio offerte dalla scuola. Il confinamento vissuto nel 2020 ha infatti mostrato l’importanza di una scuola aperta e in presenza anche come misura indiretta di sostegno al benessere mentale e sociale degli allievi.  

Conflitto in Ucraina e scuola dell’obbligo 

La crisi ucraina ha sottoposto la scuola ticinese a un’ulteriore prova di flessibilità. Tra l’inizio delle ostilità a inizio giugno sono stati accolti nelle scuole ticinesi oltre 630 allievi provenienti dall’Ucraina, di cui oltre cento nella scuola dell’infanzia, oltre 250 nelle scuole elementari, oltre 170 nelle scuole medie e un centinaio nelle scuole postobbligatorie. Nella scuola dell’obbligo l’accoglienza dei profughi è stata prestata in accordo alle finalità e alle modalità utilizzate abitualmente per l’accoglienza di allievi alloglotti: priorità alla socializzazione e all’integrazione linguistica e culturale; promozione di un contatto diretto e personale con ogni famiglia; ricorso al docente di lingua e integrazione a supporto dei docenti. Fattore inedito, soprattutto alle medie, è stata la possibilità per gli allievi di ricorrere a una didattica a distanza offerta dalle istituzioni scolastiche ucraine (a questo scopo le sedi ticinesi hanno messo a disposizione le tecnologie e gli spazi necessari, ma sempre all’interno dell’orario e del contesto scolastico). Pur potendo ricorrere a una ormai consolidata esperienza nel campo dell’accoglienza degli allievi alloglotti, i numeri e l’intensità del flusso di profughi ha richiesto di ricorrere a mezzi straordinari. È quindi stato necessario potenziare il servizio cantonale di lingua e integrazione in modo da supportare adeguatamente gli istituti scolastici comunali e cantonali: sono stati assunti 20 docenti di lingua e integrazione supplementari nelle scuole comunali e 30 nelle scuole medie. Una sfida particolarmente significativa è stata l’alta concentrazione di arrivi spontanei di profughi ucraini inizialmente registrata nel Luganese e nel Mendrisiotto (più della metà degli allievi ospitati), che ha richiesto alle direzioni e agli attori scolastici locali notevoli sforzi organizzativi e alle autorità cantonali un lavoro di concerto che ha consentito di migliorare significativamente la distribuzione regionale degli allievi. A quasi quattro mesi dall’inizio del conflitto è possibile affermare che la scuola dell’obbligo ha saputo adempiere al suo mandato di inclusione, accoglienza e integrazione. Durante il periodo estivo gli allievi provenienti dall’Ucraina e altri allievi alloglotti in età di scuola dell’obbligo avranno accesso a un’offerta straordinaria di corsi intensivi di italiano organizzati dal DECS in collaborazione con la Fondazione Lingue e sport. Da settembre continuerà invece la loro scolarizzazione ordinaria in accordo alle procedure ordinarie di accoglienza per gli allievi alloglotti.

Il progetto per i giovani ucraini nel settore postobbligatorio 

A inizio aprile 2022, con l’importante afflusso di giovani profughi provenienti dall’Ucraina, l’Istituto della transizione e del sostegno, in collaborazione con la Sezione dell’insegnamento medio superiore, ha avviato uno specifico programma con l’obiettivo di garantire un sostegno per la qualificazione dei giovani tra i 15 e i 18 anni residenti in Ticino che nel loro paese frequentavano una formazione postobbligatoria (liceo o formazione professionale). Attualmente sono circa 100 i giovani inseriti nel programma, che proseguirà anche durante l’estate. A questi giovani, dopo un bilancio delle competenze scolastiche in funzione del tipo di scuola frequentata in Ucraina, viene assicurato l'insegnamento intensivo della lingua italiana, con moduli di presentazione del territorio e del sistema scolastico svizzero per favorire l'inserimento sociale e scolastico e l’accompagnamento nell’inserimento in una formazione postobbligatoria in Ticino o verso una misura di sostegno alla transizione a partire dall’anno scolastico 2022/2023. Circa un quarto dei giovani finora accolti dal programma, oltre a usufruire di lezioni intensive di italiano, è stato inserito in classi delle scuole medie superiori e ha potuto seguire parte delle lezioni settimanali.  

Divisione della scuola: retrospettiva 

Sul piano della promozione dell’inclusione si riconferma la progressione nella creazione di classi inclusive nella scuola ticinese: 34 sono attualmente attive nei diversi ordini scolastici e si prevede un importante aumento che dovrebbe portare il numero totale a più di 50 unità. Le classi inclusive prevedono un insegnamento condiviso (co-teaching) tra docente regolare e docente di pedagogia specializzata che accompagna gli alunni con bisogni educativi particolari scolarizzati nelle classi di scuola regolare.  Grazie alla collaborazione tra la Sezione della pedagogia speciale e la Sezione dell’insegnamento medio superiore un significativo passo avanti è stato compiuto nelle modalità e nei mezzi impiegati per compensare i deficit degli allievi dislessici, discalculici e disortografici e garantire loro eque opportunità di seguire il percorso formativo. Per la prima volta il corso passerella “Maturità professionale/specializzata – studi universitari” si è svolto senza il vincolo del numero chiuso. Benché i risultati degli esami non siano ancora conosciuti, è possibile tracciare un primo e parziale bilancio. A luglio 2021 risultavano iscritti 132 allievi, per un totale di sei sezioni. Degli iscritti, oltre un terzo ha abbandonato il corso e si sono registrate alcune defezioni dell’ultimo minuto a prossimità della sessione di esami di fine maggio. L’esperienza dell’anno scolastico che si sta per concludere dovrà dunque servire a elaborare dei correttivi in vista della riproposta del corso e, a medio termine, in funzione della valutazione di efficacia prevista dopo i primi due anni dall’abolizione del numero chiuso. A settembre è stato attivato il Servizio di consulenza in ambito scolastico per situazioni di possibili maltrattamenti o abusi sessuali su minori. Il Servizio, nato da una collaborazione tra DECS e al DSS, è stato creato con lo scopo di migliorare la capacità della scuola di attivare azioni coordinate e interventi tempestivi a favore di minori vittime di maltrattamento da parte di genitori o di altre figure adulte di riferimento. Agli attori scolastici il Servizio mette a disposizione dei riferimenti professionali presso i quali chiedere una consulenza e con i quali potersi confrontare al fine di valutare insieme quale eventuale azione intraprendere nell’interesse del minore. Il rinnovato Infocentro collocato all’interno dell’Ufficio dell’orientamento di Bellinzona ha permesso di proporre le prime attività didattiche per i più giovani, con delle proposte che vogliono favorire la conoscenza sulle professioni dei più giovani aiutandoli nel contempo a superare gli stereotipi di genere e carriera sui mestieri.  

Le scelte dei giovani alla fine della scuola media 

A maggio si è completata l’indagine sulle scelte degli allievi al termine della quarta media, un primo rilevamento che andrà ad affinarsi nel tempo, perché le scelte dipendono dalle condizioni di accesso scolastiche/attitudinali e dalla stipulazione del contratto di apprendistato per chi sceglie il tirocinio. Al momento troviamo un 43.7% di allievi e allieve interessati a iscriversi in una scuola medio superiore e un 49.3% intenzionato ad iniziare una formazione professionale, fra questi il 29% nella formula dell’apprendistato in azienda e il restante 20.3% in una formazione professionale a tempo pieno. Dei 949 giovani di quarta media che vogliono seguire un tirocinio, 407 –  297 ragazzi e 110 ragazze – hanno già stipulato un contratto apprendistato e 165 sono in trattativa. Nel 2021 i giovani di quarta media che volevano seguire un tirocinio erano 263.  

Le scuole professionali 

La formazione professionale rimane la scelta privilegiata dei giovani del post obbligatorio anche per l’anno scolastico 2021/2022, con circa due terzi degli allievi inseriti in un percorso professionale. I centri professionali della Divisione della formazione professionale hanno accolto 10'284 studenti, di cui 6'685 in un percorso duale scuola-azienda (6'523 nel 2020/2021) e 3'599 in una scuola professionale a tempo pieno (3'705 nel 2020/2021). A questi vanno aggiunti 1'145 allievi della Scuola cantonale di commercio, che prevede il rilascio, oltre che della maturità commerciale cantonale, anche dell’attestato federale di capacità. Degli allievi e delle allieve inseriti in un percorso professionale di base, circa il 30% frequentano i corsi che portano al rilascio della maturità professionale. Per quanto riguarda la formazione di grado terziario, sono 1'314 (1'333 nel 2020/2021) gli allievi e le allieve inseriti in uno dei 25 percorsi offerti dalle scuole specializzate superiori (SSS). L’avvio di quest’anno scolastico ha comportato un intenso lavoro di collaborazione e organizzazione da parte di tutti gli attori coinvolti per garantire continuità nella formazione dei giovani nel rispetto delle misure sanitarie in vigore. Nelle scuole con la formazione professionale di base le lezioni si sono svolte in presenza durante il corso di tutto l’anno scolastico, mentre nelle SSS le lezioni si sono svolte parzialmente in modalità a distanza fino a metà febbraio 2022.  

La campagna di collocamento in apprendistato 

Nell’anno scolastico 2021/2022 2'523 giovani apprendisti/e hanno iniziato un tirocinio duale in azienda, 130 in più rispetto al 2020 (+5%), rispettivamente 74 in più rispetto al 2019 (+3%), il numero più alto registrato negli ultimi 8 anni.  I primi risultati della campagna di collocamento per il prossimo anno scolastico 2022/2023 confermano la tendenza positiva. A inizio giugno sono già stati sottoscritti 566 nuovi contratti di apprendistato in azienda, 98 in più rispetto allo stesso periodo del 2021 (+21%), rispettivamente 207 in più (+58%) rispetto al 2020, superiore anche al dato 2019 precedente la pandemia di Covid-19 (+197, +53%). L’avvio è sicuramente incoraggiante, con un’evidente propensione ad anticipare la sottoscrizione dei contratti. L’anticipo della campagna di collocamento è una delle misure del piano Più duale per permettere ai giovani una scelta ponderata e adeguata alle proprie aspirazioni e competenze, riducendo nel contempo il ricorso a soluzioni di ripiego che comportano un rischio accresciuto di eventuali successivi riorientamenti. Un nuovo aggiornamento della situazione dei posti di apprendistato, delle scelte dei giovani e delle giovani che si apprestano a concludere la quarta media e delle prospettive lavorative e formative degli apprendisti e delle apprendiste all’ultimo anno della formazione di base è previsto a inizio luglio 2022.  

Promozione e eventi 2023: la proposta della Commissione cantonale per la formazione professionale

La Commissione cantonale per la formazione professionale (CCFP), i cui membri sono nominati dal Consiglio di Stato ogni quattro anni, ha il compito di esercitare la vigilanza sulla formazione professionale, pronunciarsi a titolo consultivo sulle questioni di carattere generale e proporre misure di adeguamento e di riforma del sistema. È anche l’organo consultivo del Consiglio di Stato per l’orientamento scolastico e professionale e comprende rappresentanti delle organizzazioni del mondo del lavoro (OML), padronali e sindacali e delle scuole (medie, medie superiori  e scuole professionali). A fine 2021 la CCFP ha deciso di creare uno specifico gruppo di lavoro “Promozione e eventi" incaricato di elaborare e proporre misure operative da condividere con la Direzione DECS, in particolare per la creazione o rafforzamento di attività inserite in una strategia coerente a sostegno del percorso della scelta dopo la scuola obbligatoria per giovani, genitori, adulti e per promuovere la formazione professionale verso le aziende. Le proposte operative sono confluite nel “Rapporto finale Promozione ed eventi”” del 2 febbraio 2022, che presenta una proposta di 26 manifestazioni tese a promuovere la formazione professionale in modo continuativo e coerente sui dodici mesi, con un approfondimento su Espoprofessioni, il grande evento biennale confrontato negli scorsi due anni con la difficile situazione pandemica. Il Consiglio di Stato, con risoluzione del 4 maggio 2022, ha condiviso le conclusioni del sopraccitato rapporto e deciso che l’edizione di Espoprofessioni per l’anno 2023 dovrà essere rivista e adeguata secondo le indicazioni della CCFP. La Divisione della formazione professionale è stata incaricata d’istituire un comitato guida (strategico) incaricato di definire le modalità, le priorità e le collaborazioni necessarie per implementare le proposte; designare un gruppo operativo con il compito di sviluppare le misure e le azioni seguendo le indicazioni del comitato guida e infine definire un mandato esterno di valutazione di Espoprofessioni in presenza e del progetto 2023.  

Obbligo formativo: primo bilancio

A nove mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo formativo fino a 18 anni, il servizio GO95 ha contattato 1'510 giovani tra i 15 e i 18 anni che, stando all’applicativo di gestione delle scuole cantonali, non risultavano iscritti a una formazione postobbligatoria. La maggior parte (1'067 casi) aveva già un progetto formativo in corso: la stragrande maggioranza (814 persone) frequentava una scuola privata, una formazione in altri Cantoni o all’estero, mentre un’altra parte (253 unità) stava svolgendo uno stage di orientamento o un corso di lingua. Oggi il servizio GO95 sta sostenendo attivamente 143 giovani nel percorso verso la ripresa o l’inizio di una formazione postobbligatoria. L’attività di verifica ha permesso di non considerare 161 casi perché traferiti all’estero o per il raggiungimento della maggiore età.    

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