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Cronaca
26.07.2022 - 17:150

Delitto di Stabio, le indagini sul fronte italiano: la vittima risiedeva in Ticino

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica del fatto di sangue avvenuto ieri pomeriggio a Cantello e che ha poi avuto un tragico epilogo alle Terme

CANTELLO – I carabinieri del nucleo investigativo di Varese coordinati dal colonnello Gianluca Piasentin, stanno cercando di ricostruire la dinamica del fatto di sangue avvenuto ieri pomeriggio a Cantello e che ha poi avuto un tragico epilogo alle Terme di Stabio. In particolare si tratta di chiarire se il killer, Salvatore Stefano Solazzo, 51 anni, abbia dato un appuntamento al suo rivale d’amore, Daniele Morello, 47 anni, o se sia trattato di un incontro casuale con relativo inseguimento.

Gli inquirenti stanno verificando i contenuti dei cellulari della vittima e dell’assassino, che si è ucciso dopo aver sparato alla sua ex a Stabio.  Sotto la lente, i tabulati e le tracce informatiche lasciate dalle auto sotto i varchi dei controllo targhe e delle celle telefoniche. La Procura di Varese ha intanto ordinato l’autopsia sulla vittima trovata sulla strada della Varsorda nel tardo pomeriggio di ieri. Secondo Varesenews l’auto di Morello era un suv con targhe svizzere. La vittima è infatti cittadino italiano ma risiedeva a Stabio, dove era titolare di una ditta di autotrasporti, la Da. Ni. Trasporti Sagl. La portiera dell’auto era ancora aperta e il corpo dell’uomo era esanime sulla strada, con accanto due bossoli di arma corta, una semiautomatica calibro 7,65. Un colpo è andato a vuoto, il secondo ha colpito l’imprenditore all’altezza della spalla, vicino al collo. Non ci sono testimoni al fatto, solo automobilisti che pochi istanti dopo hanno visto il cadavere e hanno dato l’allarme. A quel punto lo sparatore, probabilmente dopo aver messo a segno il suo disegno di rivalsa verso il nuovo compagno della sua ex ha varcato il confine per tentare di uccidere la donna, 45 anni, che è ricoverata in ospedale gravissime condizioni. Solazzo deteneva legalmente l’arma e sia lui sia la vittima erano incensurati.

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