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23.01.2023 - 17:220

Suicido assistito: numeri in crescita in Ticino, “Exit” cerca accompagnatori

L’associazione per il diritto all’autodeterminazione: “Di solito reclutiamo tra i membri, ma nessuno si è annunciato per la Svizzera italiana”. In aumento i casi nel nostro Cantone: 28 nel 2022

“Cercasi accompagnatori per il suicidio assistito in Ticino”. È l’annuncio pubblicato da “Exit”, la nota associazione svizzera che si batte per il diritto all’autodeterminazione, lo scorso 13 gennaio. Un annuncio di lavoro inusuale, ma indice di una tendenza in crescita che determina un aumentato bisogno.

Secondo quanto riferisce la portavoce di Exit Danièle Bersier, infatti, non ci sono sufficienti accompagnatori per far fronte alle richieste, in crescita già da diversi anni sia in Ticino che a livello nazionale, e non solo come effetto collaterale della pandemia.

L'anno scorso in Ticino i suicidi assistiti con Exit sono stati 28, rispetto ai 19 del 2021 e ai 26 casi registrati nel 2020. A livello svizzero, i dati relativi al 2022 saranno pubblicati nelle prossime settimane; nel 2021 si contavano circa un migliaio di casi .

Con 145.000 iscritti, di cui 2.500 in Ticino, Exit è la maggiore associazione svizzera che offre aiuto al suicidio, ma non è l’unico servizio proposto. “Riceviamo molte richieste per la conservazione centralizzata del testamento biologico, un documento in cui si chiarisce quali atti terapeutici si sarebbe disposti o meno a subire, se ci si trovasse nella condizione di non poter più esprimere la propria volontà”, spiega Bersier.

Quanto all’insolito annuncio di lavoro, la portavoce conferma che non si tratta della prassi abituale: “Normalmente reclutiamo gli accompagnatori fra i soci. Questa volta, l'appello ai membri a sud delle Alpi non ha avuto successo. Non essendosi fatto avanti nessun accompagnatore idoneo, si è deciso di fare un'eccezione e pubblicare un annuncio”.

L’impiego non è a tempo pieno; si calcola un’occupazione flessibile del 20% circa. Tra i requisiti necessari, la padronanza della lingua tedesca, oltre alla conoscenza dell’italiano. La ragione è duplice: la sede di Exit per la Svizzera tedesca e il Ticino si trova a Zurigo, e lì si svolgono le cinque giornate di formazione teorica, prima di passare all'introduzione pratica. Inoltre, in Ticino vivono molti membri di Exit che parlano tedesco e, vista la natura delicata della relazione che si andrà ad instaurare, è preferibile che questi possano esprimersi nella loro lingua madre.

I membri non sono necessariamente persone nell'ultima fase della loro vita, anzi; tra i soci si contano anche membri giovani e perfettamente in salute. Inoltre, tiene a specificare Exit, l’aumento registrato nell’ultimo anno non è da collegarsi al fenomeno del cosiddetto "turismo della morte": l’associazione infatti fornisce assistenza al suicidio solo a persone residenti in Svizzera o che, pur vivendo all'estero, hanno il passaporto rossocrociato.

Quanto alla “tipologia” di persone, "molti accompagnatori sono pensionati o svolgono comunque un'altra professione", spiega Danièle Bersier, aggiungendo che “tra gli altri requisiti, sono indispensabili sensibilità, capacità di comunicazione e una certa esperienza di vita. L’età minima per diventare accompagnatori è 40 anni, la massima 66. Occorre poi essere psichicamente stabili, con idoneità  che sarà accertata anche dal Centro di Psicologia dello Sviluppo e della Personalità dell'Università di Basilea”.

 

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