Un sondaggio evidenzia differenti modalità comunicative tra il nostro paese e quelli confinanti. Il 46% degli interpellati rossocrociati non ama gli audio, solo il 15% se vuole contattare qualcuno telefona, il 77% scrive

BERNA - "Ti faccio un vocale di dieci minuti per dirti quanto sono felice", così cantavamo i Thegiornalisti. Ma se il destinatario del messaggio è uno svizzero, c'è quasi un 50% di possibilità che non venga affatto apprezzato.
Il curioso dato viene da un sondaggio realizzato da Digitec Galaxus, che rileva anche alcune particolari differenze tra i modi di comunicare nelle varie nazioni.
Su 2500 persone interpellate in Svizzera, Italia, Francia, Austria e Germania, il 46% dei rossocrociati dice di non amare i vocali. Solo il 31% ama inviarli e riceverli, il 3% gradisce registrarli ma non riceverli, al 21% piace riceverli ma non esserne l'autore. Il motivo è che non si trova spesso un posto dove ascoltarli con discrezione. Per contro, il sistema di messaggistica vocale piace di più in Italia, in Austria, in Germania e in Francia.
I numeri emersi confermano che la chiamata ormai non è più il mezzo preferito. Solo il 15% degli svizzeri infatti contatta gli amici chiamandoli, il 77% preferisce un messaggio di testo, un dato decisamente superiore a quello degli altri stati, dove però la chiamata è più gettonata. Poco gettonati anche l'email, il messaggio con una immagine o un video o la videochiamata e, come detto, i vocali.