CRONACA
Ponte Tresa, picchia e violenta la moglie incinta: condannato a sette anni di carcere
Calci e pugni durante il periodo di gravidanza, la proibizione a uscire di casa da sola e l’obbligo a svolgere faccende di casa a piacimento del “marito padrone”

PONTE TRESA – Mette i brividi la storia che giunge da Ponte Tresa, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, dove un uomo di nazionalità marocchina è stato condannato a sette anni di carcere per reati di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna, una connazionale di un paio di anni più giovane. La coppia si era conosciuta online prima di andare a convivere. L’inizio dell'incubo.

I rapporti tra i due si sono fatti sempre più tesi dopo il trasferimento a Lavena Ponte Tresa. Calci e pugni durante il periodo di gravidanza, la proibizione a uscire di casa da sola e l’obbligo a svolgere faccende di casa a piacimento del “marito padrone”, come è stato definito nell’aula del tribunale. Ma anche pugni, spinte, mani strette al collo e bicchieri lanciati. Il tutto documentato dai referti medici del pronto soccorso. Ma non è tutto.

L’uomo ha abusato sessualmente della compagna, costringengola a rapporti non consenzienti. Dopo aver trovato la forza di denunciare, la donna è stata accolta in una casa rifugio.

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