CRONACA
Molestata in gita, la preside: "Macchè violenza, al massimo un apprezzamento. E lei doveva scappare"
Una 18enne si trovava con il suo liceo astigiano a Berlino quando un uomo ubriaco le ha palpato il sedere. "Quando ho raccontato quanto successo alla responsabile della scuola, mi ha detto che devo abituarmi: ma io non voglio". Lei nega

ASTI - "Lo hai raccontato solo una settimana dopo, a che pro? E poi ci abbiamo messo mesi a organizzare quella gita... Ti devi abituare". La preside di un liceo astigiano è finita nella bufera per aver rivolto frasi con un senso simile a quello riportato a una sua studentessa, che era stata palpeggiata da un turista, probabilmente ubriaco, mentre era in uscita scolastica coi compagni.

E la ragazza si ribella, dice che non si vuole abituare. Che la frase della preside le ha tolto per la seconda volta la dignità.

Ha 18 anni ed era a Berlino con la sua classe. Soggiornavano in un ostello dove c'erano vari viaggiatori, visibilmente interessati alla bottiglia. Uno di loro ha allungato le mani sul suo sedere, mentre era con le compagne nella hall. Quando ha parlato, si è reso conto che era italiano.

Compreso il suo disagio, i docenti presenti hanno fatto la guardia fuori dalla porta dove la ragazza dormiva. Tutti, quindi, sono stati solidali con lei, che il giorno dopo ha preferito partire, come previsto, piuttosto che fermarsi a sporgere denuncia, rischiando di far rimanere in Germania anche i compagni.

Dopo averne parlato coi genitori, si è recata dalla presidente, la cui reazione non è stata quella che si aspettava e auspicava, anzi. "Ti ci devi abituare: no, io non voglio", afferma la giovane.

La docente si difende, ma la spiegazione pare essere di ben poco migliore rispetto alla prima versione: "La scuola disconosce il fatto che ci sia stata violenza. Al massimo avrà avuto un apprezzamento per la gonna corta. Ma poi cosa avremmo dovuto fare noi? Ho ascoltato la ragazza, le ho detto che è importante non allontanarsi per non finire in situazione spiacevoli. Poi è successo a Berlino. Se nell'ostello c'è qualche deficiente alticcio come prima cosa ti allontani. Le ho anche detto che se voleva sporgere denuncia poteva farlo. È maggiorenne. Ho solo aggiunto che secondo me in casi come questo è sterile". Nega di averle detto che deve abituarsi. "Mai pronunciato una frase simile. Possiamo averle detto che la vita è anche questa. Se mia figlia mi raccontasse di essere stata palpeggiata da un ubriaco le risponderei: ma sei scappata subito, tesoro? Perché, diciamoci la verità, se uno ti mette la mano sul sedere qual è la prima cosa che fai? Denunciare? No. È scappare".

 

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