A Liscio e Macchiato parliamo anche della difesa del Vallese da parte di Pascal Couchepin e della Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Hospita

Apriamo questa mattina Liscio e macchiato - https://www.youtube.com/watch?v=vUY9TNXj6bE - con la testimonianza straziante della madre di Trystan Pidoux, uno dei giovani morti nell’inferno di Crans-Montana nella notte di Capodanno.
In una lunga intervista concessa a Blick, la madre, Vinciane Stucky, racconta le ore dell’attesa, l’angoscia, la speranza e poi la certezza della perdita, e come sta vivendo questi giorni segnati dal dolore. Oggi, tra l’altro, si svolgeranno i funerali del figlio. La frase più dura dell’intervista è anche quella che sta facendo più discutere: “Il sangue di mio figlio Trystan è sulle mani del Comune di Crans-Montana, e quindi anche su quelle del sindaco”.
Restiamo su questa tragedia che ha insanguinato il Capodanno e ne parliamo anche perché sul Corriere del Ticino c’è un’intervista all’ex consigliere federale Pascal Couchepin, che offre una lettura diversa rispetto a quella proposta nei giorni scorsi da Micheline Calmy-Rey, la quale aveva parlato apertamente di nepotismo vallesano. Couchepin sostiene invece che il Vallese non è più quello di trent’anni fa e invita a non emettere sentenze premature: occorre, dice, avere fiducia nelle autorità e nella magistratura e attendere con serenità l’esito dell’inchiesta.
Restando in tema di inchieste, ci spostiamo in Ticino con la decisione della Commissione parlamentare della gestione di proporre al Gran Consiglio l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Hospita. La commissione dovrebbe essere composta da cinque membri e iniziano già a circolare i primi nomi. Parallelamente, però, la Lega dei Ticinesi propone una soluzione alternativa: sì a una commissione, ma composta esclusivamente da esperti indipendenti e non da politici.
Il presidente della Gestione, Fabrizio Sirica, spiega le ragioni della scelta della maggioranza, mentre il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga, critica duramente l’impostazione proposta, sostenendo che una CPI politica rischierebbe di trasformarsi in un’arena di scontro partitico e in uno strumento di campagna elettorale in vista delle cantonali del 2027.
Chiudiamo infine con l’editoriale firmato dal vicedirettore de LaRegione, Andrea Manna, proprio sul tema della Commissione parlamentare d’inchiesta e sul clima politico che la circonda.