CRONACA
La rete di Epstein a Milano: modelle, hotel di lusso e favori personali. Cosa emerge dai documenti
Nei documenti pubblicati emergono soggiorni, voli via Malpensa e spese saldate dal finanziere americano

MILANO – Anche collegamenti con Milano emergono dai file resi pubblici di Jeffrey Epstein. Voli internazionali, hotel di lusso e giovani modelle mantenute a distanza. È una rete silenziosa di affari e segreti quella che collega l’imprenditore americano alla città italiana.

Epstein pagava tutto: i soggiorni più esclusivi nel Quadrilatero della Moda, il noleggio di auto per gite in Liguria e Toscana, sedute da parrucchieri ed estetiste, acquisti di gioielli e abiti, ma anche opere d’arte nelle gallerie di Brera. Spese saldate direttamente o tramite carte di credito fornite alla ragazze che frequentava.

Dai file emersi sembra che le modelle sostenute da Epstein non fossero collegate tra loro, ma a tutte veniva garantito un supporto economico costante. A partire dai biglietti aerei. Gli arrivi all’aeroporto di Malpensa e i trasferimenti in città sarebbero avvenuti anche con il supporto di Jean-Luc Brunel, agente di case di moda e stretto collaboratore del finanziere, in seguito arrestato in Francia e morto suicida nel 2022. Brunel, secondo quanto emerge, riferiva sugli spostamenti e garantiva aggiornamenti quasi in tempo reale.

Epstein parlava via mail alle ragazze. Nei documenti compaiono riferimenti a corsi di lingua italiana, visite mediche, programmi di studio. “Me l’ha regalato Jeffrey, sono felicissima”, scrive una di loro. Un’altra chiede assistenza per affittare un appartamento a Praga, certa di ottenere una risposta immediata. E così accade.

I documenti non chiariscono il fine ultimo di queste elargizioni. Ma l’elenco dei benefici è lungo: biglietti per concerti – incluso quello di Madonna a Milano con accesso al backstage –, raccomandazioni per provini nel mondo della moda, bonifici in contanti, abbonamenti in palestra, upgrade di stanze d’albergo, weekend a Marrakech, voli per tornare a trovare le famiglie in Bielorussia o in Portogallo. In alcuni casi, le stesse ragazze organizzavano soggiorni di lusso per i genitori a Milano, in hotel appartati e suite di alto livello.

Nei carteggi, le identità delle donne restano protette. Non è possibile stabilire se alcune di loro siano diventate, in seguito, vittime riconosciute del sistema Epstein. Resta però il quadro di una presenza strutturata anche nel capoluogo lombardo: un circuito di relazioni, favori e spese generose che, alla luce delle condanne e delle accuse internazionali, assume contorni inquietanti.

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