CRONACA
Bellinzonese, docente di scuola media arrestato: l'accusa è di reati sessuali con alcune minorenni. La nota del Governo
Il caso riporta inevitabilmente alla memoria un precedente che aveva fortemente scosso il mondo scolastico ticinese: quello dell’allora direttore della Scuola media di Lugano Centro

LUGANO - Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno comunicato l’apertura di un procedimento penale nei confronti di un docente 37enne ticinese che insegna in una scuola media del Bellinzonese. Gli accertamenti, tuttora nella fase iniziale, riguardano in particolare presunti reati legati alla sfera intima di alcune minorenni. L’addebito principale formulato nei confronti dell’uomo è quello di atti sessuali con fanciulli.

Secondo quanto indicato dalle autorità, al termine dei primi verbali d’interrogatorio, svoltisi il 17 marzo, è stato disposto l’arresto del docente. La misura restrittiva della libertà è stata in seguito confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.

Gli inquirenti mantengono per ora il massimo riserbo. “Gli approfondimenti sono in corso” hanno fatto sapere Ministero pubblico e Polizia cantonale, precisando che, vista la delicatezza dell’indagine e la necessità di tutelare le presunte vittime, non verranno rilasciate ulteriori informazioni in questa fase.

Il caso riporta inevitabilmente alla memoria un precedente che aveva fortemente scosso il mondo scolastico ticinese: quello dell’allora direttore della Scuola media di Lugano Centro, arrestato nel settembre del 2022 con l’accusa di atti sessuali con fanciulli. Nel febbraio del 2023 l’ex direttore era stato condannato dalla Corte delle Assise criminali per ripetuti atti sessuali con due allieve minorenni. Successivamente, nel giugno dello stesso anno, il Consiglio di Stato aveva preso atto del rapporto conclusivo dell’inchiesta amministrativa, che aveva acceso i riflettori anche sulla gestione del caso all’interno dell’istituto.

Anche per questo, la nuova vicenda emersa nel Bellinzonese è destinata a suscitare particolare attenzione, non solo sul piano penale ma pure su quello istituzionale e scolastico. Al momento, tuttavia, gli elementi resi pubblici restano limitati e ogni ulteriore valutazione dovrà attendere gli sviluppi dell’inchiesta.

LA NOTA DEL GOVERNO

Il Consiglio di Stato ha ricevuto dal Ministero pubblico la notifica dell’apertura di un procedimento penale a carico di un docente impiegato in una scuola media del Bellinzonese.

Gli accertamenti penali hanno avuto avvio a metà marzo 2026 a seguito di una segnalazione al Ministero pubblico effettuata dai servizi del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) appena ricevuta una segnalazione di possibili comportamenti di rilevanza penale da parte di un docente nei confronti di una persona minorenne.

Nelle scorse settimane il docente non è più stato attivo nella scuola. Alla luce dell’apertura del procedimento penale e della gravità dei presunti reati, il Consiglio di Stato ha sospeso con effetto immediato il docente interessato e ha avviato un’inchiesta disciplinare nei suoi confronti.

Docenti e famiglie della comunità scolastica coinvolta sono stati informati oggi dalla Direzione di istituto e dalla Sezione dell’insegnamento medio, che rimangono a disposizione di famiglie, allieve e allievi unitamente a docenti di classe, capogruppo del sostegno e docenti di sostegno.

In attesa degli esiti della procedura penale e della sentenza che delineerà le effettive responsabilità della persona indagata, il Consiglio di Stato e il DECS ribadiscono che comportamenti lesivi dell’integrità psicofisica delle persone, in particolare delle e dei minorenni, non sono tollerati.

Il Consiglio di Stato e il DECS esprimono la loro sentita vicinanza e il loro sostegno a tutte le persone e alla comunità scolastica loro malgrado toccate da questi avvenimenti.

Fino alla conclusione dell’inchiesta non verranno fornite ulteriori informazioni sul caso specifico.
 
 
 

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