Speziali, Dadò e Sirica: "Non possiamo ignorare questa situazione". Zali riceverà i tre presidenti la prossima settimana

BELLINZONA – Un profilo Instagram, una donna, un uomo. E ora tre presidenti di partito che alzano il tiro. È la vicenda che da settimane circola in Ticino, senza che nessuno ne parlasse apertamente, e che coinvolge il consigliere di Stato Claudio Zali. Gli audio spuntati dal 13 luglio. Tutto ruota attorno a una pagina Instagram che dal 13 luglio ha fissato in cima al profilo due stralci audio. Nei file, due persone dialogano, e in alcuni passaggi il contenuto è pesante: l'uomo esorterebbe la sua interlocutrice a valutare azioni contrarie alla legge nei confronti di un'altra donna, con un'espressione diretta: "riempila di botte". La questione è stata riportata sull'edizione odierna del Corriere del Ticino.
Sull'autenticità degli audio, va detto subito, non c'è alcuna certezza. Lo stesso vale per l'identità reale delle persone coinvolte. Nei frammenti, però, la donna che parla si rivolge più volte all'interlocutore chiamandolo "Claudio", e in un passaggio con nome e cognome per esteso: "Claudio Zali". I due audio durano 1'21" e 1'55" e, dalla timeline, risultano stralci di una conversazione più lunga, riconducibile al 2022-2023.
Un profilo già osservato da tempo. La pagina conta 154 post, 113 follower e ne segue altri 310. Da settimane è al centro di discussioni in Ticino, ma nessuno ne aveva ancora parlato pubblicamente, anche per la prudenza che l'epoca del digitale e dell'AI impone davanti a contenuti non verificabili. Non è la prima volta che profili social attribuiti a donne pubblicano materiale che cita lo stesso destinatario: in passato, però, quei profili comparivano e sparivano nel giro di poche ore o giorni. Secondo quanto risulta al Corriere del Ticino, il titolare della pagina attuale, creata nel 2021, non corrisponderebbe al nome dichiarato online, ma a un'altra donna.
Il Corriere del Ticino è entrato in possesso di una lettera datata 17 luglio 2026, recapitata alla residenza governativa di Bellinzona e indirizzata a Zali, direttore del Dipartimento del territorio e presidente del Governo. Il testo gli chiede di pronunciarsi pubblicamente. Sia che si tratti davvero della sua voce, sia che si tratti di un falso.
A firmarla sono i presidenti di PLR, Centro e PS: Alessandro Speziali, Fiorenzo Dadò e il copresidente Fabrizio Sirica. I tre scrivono di farlo in seguito alla diffusione degli audio, da cui emergerebbero affermazioni che destano "profonda preoccupazione" per la loro gravità. Sottolineano come il materiale "stia generando segnalazioni da parte della cittadinanza, mettendo in discussione la credibilità delle istituzioni", pur precisando di non voler trarre conclusioni affrettate. Gli accertamenti, scrivono, spettano solo alle autorità competenti.
Zali, ad oggi, non si è ancora espresso pubblicamente. L'attività di Governo in queste settimane procede a ritmo ridotto per la pausa estiva, con le riunioni plenarie sospese fino a inizio agosto: diversi consiglieri di Stato, Zali compreso, sono attualmente in vacanza. La lettera - riporta il Cdt - risulta trasmessa "per conoscenza" anche agli altri membri del Governo. Secondo quanto risulta al Corriere del Ticino, Zali ha fatto rispondere ai tre presidenti tramite i propri servizi e non intenderebbe lasciar cadere la vicenda nel silenzio.