Durante l’alterco il giovane è stato colpito con una bottiglia a una mano, riportando una ferita che ne ha reso necessario il trasporto in ospedale

LUGANO – Il Far West luganese continua. Dopo i due gravi accoltellamenti avvenuti nel giro di una settimana, un nuovo episodio di violenza si è verificato questa mattina nel cuore della città, questa volta in piazza Cioccaro.
Poco prima delle 6.30, secondo quanto comunicano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale, è scoppiata una lite tra una 34enne cittadina kosovara residente nel Bellinzonese e un 20enne cittadino svizzero residente nel Mendrisiotto.
In base a una prima ricostruzione, e per cause che spetterà all’inchiesta chiarire, durante l’alterco il giovane è stato colpito con una bottiglia a una mano, riportando una ferita che ne ha reso necessario il trasporto in ospedale.
Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale e della Polizia Città di Lugano, oltre ai soccorritori della Croce Verde.
L’ipotesi di reato nei confronti della 34enne è di lesioni semplici qualificate. L’inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri.
L’episodio arriva al termine di una settimana particolarmente inquietante sul fronte della sicurezza a Lugano. Il 15 agosto, poco prima delle 4, in via Pelloni, un 24enne cittadino iracheno residente nella regione era stato ferito gravemente con un’arma da taglio, riportando lesioni tali da metterne in pericolo la vita. Per quell’aggressione è stato fermato un 20enne cittadino italiano residente nella regione.
Appena sette giorni dopo, nella notte del 22 agosto, un altro accoltellamento: poco prima delle 2 in via Pelli, un 19enne cittadino afghano residente nella regione è stato ferito con un’arma da taglio e ricoverato in pericolo di vita. In questo secondo caso è stato fermato un altro 20enne cittadino italiano, residente in Italia.
Tre episodi distinti, sui quali non risultano collegamenti investigativi, e di gravità diversa. Ma concentrati nell’arco di appena otto giorni e tutti sul territorio cittadino. Una sequenza che inevitabilmente riaccende il tema della sicurezza e della violenza notturna a Lugano.