FFS, AET e Governo si stringono attorno alle famiglie delle vittime. Il sindacato alza la voce: "Quattro morti sul lavoro in Ticino dall’inizio dell’anno, un bilancio inaccettabile"

PIOTTA – Due collaboratori dell’Azienda elettrica ticinese hanno perso la vita questa mattina in un grave infortunio professionale avvenuto nella vecchia centrale idroelettrica del Ritom, a Piotta. I due operai si trovavano all’interno dell’impianto per svolgere le mansioni loro assegnate quando si è verificata un’esplosione. Le circostanze e l’esatta dinamica della tragedia dovranno ora essere ricostruite dalle autorità competenti.
Le FFS, proprietarie della centrale, e l’AET, datrice di lavoro delle due vittime, hanno espresso il proprio profondo cordoglio. Il direttore dell’Azienda elettrica ticinese Roberto Pronini e il responsabile Energia delle FFS Nicolas Ecoffey si sono detti "profondamente scossi dall’accaduto e hanno rivolto un pensiero di vicinanza ai familiari dei due lavoratori".
Le due aziende hanno assicurato la massima collaborazione con le autorità incaricate delle indagini. FFS e AET analizzeranno inoltre quanto accaduto per comprenderne le cause e trarre tutti gli insegnamenti necessari.
Il cordoglio del Governo
Anche il Consiglio di Stato ha reagito alla notizia, appresa “con immensa tristezza e sgomento”. A nome dell’intera popolazione ticinese, il Governo ha espresso cordoglio, vicinanza e solidarietà alle famiglie delle persone decedute. Il pensiero delle istituzioni va anche ai colleghi delle vittime e a tutte le persone coinvolte direttamente o indirettamente nella tragedia.
L’USS: “Non si può più parlare di fatalità”
Al dolore si aggiunge la dura presa di posizione dell’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa e delle sue federazioni. “Di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro, al cordoglio si aggiunge la rabbia”, afferma l’USS. Secondo i dati citati dal sindacato, con le due vittime del Ritom salgono a quattro le persone che nel corso del 2026 hanno perso la vita sul posto di lavoro in Ticino.
“Quattro vite spezzate mentre stavano svolgendo il proprio lavoro: un bilancio che non può essere considerato né accettabile né frutto di una triste fatalità”. L’USS si stringe attorno alle famiglie, alle persone vicine alle vittime e ai colleghi che hanno perso due compagni di lavoro. In attesa che gli accertamenti chiariscano cause e dinamica dell’incidente, il sindacato chiede però un rafforzamento concreto e urgente delle misure di prevenzione.
“La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta e non può essere subordinata ad alcuna altra considerazione o esigenza”, sottolinea l’organizzazione. “Ogni lavoratrice e ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa alla fine della propria giornata lavorativa”.
L’appello è che dalla tragedia del Ritom vengano tratti tutti gli insegnamenti necessari e che, in ogni luogo di lavoro, la tutela delle persone venga posta davanti a qualsiasi altra priorità.