I fatti segnalati dalla nuova presunta vittima sarebbero antecedenti al processo del 2019, ma costituirebbero un episodio distinto da quelli già giudicati

Nuova grana giudiziaria per l’ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità già condannato in via definitiva per coazione sessuale e violenza carnale. Come riferisce oggi laRegione, nei confronti dell’uomo è stata presentata una nuova denuncia per presunti reati contro l’integrità sessuale. L’inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Luca Losa, riguarda fatti che sarebbero avvenuti prima del 2019 e, secondo le informazioni raccolte dal quotidiano, al di fuori del contesto professionale. Il Ministero pubblico non rilascia dichiarazioni e gli accertamenti sono in corso. Vale la presunzione d’innocenza.
L’ex funzionario era finito a processo nel gennaio 2019 dopo un’inchiesta condotta dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli. Tre giovani donne si erano costituite accusatrici private: due avevano conosciuto l’uomo attraverso il “Forum cantonale dei giovani”, di cui era coordinatore e segretario nell’ambito della sua attività per il Cantone, mentre la terza era stata stagista nel suo stesso ufficio al DSS.
In primo grado l’uomo era stato riconosciuto colpevole di coazione sessuale, ma non di violenza carnale. Il verdetto era però stato modificato nell’aprile 2021 dalla Corte di appello e di revisione penale, che lo aveva condannato anche per violenza carnale ai danni di una studentessa appena diciottenne. I giudici avevano sottolineato in particolare la forte disparità d’età e il fatto che l’uomo, grazie alla funzione pubblica affidatagli dallo Stato, rappresentasse agli occhi della giovane una figura “di riferimento e di guida”. La pena era stata fissata in 18 mesi sospesi condizionalmente. Non essendoci stato ricorso al Tribunale federale, la sentenza è diventata definitiva.
Il caso aveva avuto anche importanti conseguenze politiche e amministrative. Su impulso in particolare di Fiorenzo Dadò, la Commissione della gestione aveva commissionato un audit esterno allo studio ginevrino Troillet Meier Raetzo. Presentato nel marzo 2023, il rapporto aveva individuato “errori e carenze nella gestione del caso individuale” e problemi più generali nella gestione del personale dell’Amministrazione cantonale, arrivando a conclusioni molto diverse dagli accertamenti precedentemente disposti dal Consiglio di Stato, secondo i quali l’operato dell’Amministrazione era stato corretto.
Ora, a distanza di anni, la nuova denuncia riapre dunque il fronte giudiziario. I fatti segnalati dalla nuova presunta vittima sarebbero antecedenti al processo del 2019, ma costituirebbero un episodio distinto da quelli già giudicati.