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Economia
03.02.2022 - 14:500

Unia e OCST non mollano: "Divoora, vogliamo un tavolo di trattativa"

I sindacati rispondono con una nota congiunta al comunicato di questa mattina dell'azienda: "Hanno fatto una proposta ai riders a tempo pieno, non accettata perché non ci sono lavoratori di serie A e di serie B. Tutti devono essere tutelati"

BELLINZONA - Continua il braccio di ferro tra i sindacati e Divoora. Oggi era prevista la consegna delle oltre 2'000 firme raccolte con la petizione online lanciata da OCST e Unia, che desideravano nel mentre incontrare i vertici dell'azienda. L'invito è comunque sempre valido: i sindacati continuano a voler aprire un tavolo di trattativa.

La replica di Divoora 

Dopo un lungo silenzio questa mattina Divoora si è fatta viva con un comunicato in cui spiegava la sua intenzione di non vedere i rappresentanti sindacali ed anzi di non escludere di procedere per vie legali dopo quanto detto. Infatti "reputa inaccettabili e denigratori i contenuti ed i toni utilizzati nei suoi confronti all’indirizzo dell’opinione pubblica, in particolare laddove l'azienda viene assimilata a speculatori e sfruttatori di mano d'opera" e "ritiene che le modalità utilizzate da parte dei Sindacati per la campagna informativa, inclusi alcuni tentativi, e non solo, di incitare il boicotto dell’attività chiedendo ai ristoranti partner e ai riders che non stanno appoggiando la loro causa di sottrarsi al servizio, potrebbero avere rilevanza penale" (leggi qui).

Unia e OCST: "Non abbiamo contattato ristoranti e riders. Probabilmente essi..."

Unia e OCST non sono per nulla d'accordo. Negano di aver contattato dei ristoranti, ma sono convinti che essi abbiano eventualmente deciso di rivolgersi altrove dopo aver capito come agisce realmente Divoora. "È doveroso puntualizzare che è del tutto falso che si sia proceduto a contattare i ristoranti e i rider stessi, invitandoli a non più servirsi di Divoora. In presenza di un calo di clienti ed ordini, probabilmente sarebbe stato più utile fare una semplice autocritica. Viceversa, l’azienda ha puntato ancora una volta il dito verso gli altri. È questo il risultato di una politica manageriale miope, che preferisce scaricare le proprie responsabilità sui dipendenti e su chi li assiste, piuttosto che fare un minimo sforzo per trovare una soluzione condivisa, improntata sul rispetto del proprio personale e, non da ultimo, della legge sul lavoro", si legge in un comunicato congiunto dei due sindacati. "La verità? Probabilmente i dipendenti sono stanchi di pagare per lavorare (perché è questo che fanno con un salario al minuto, e con i ridicoli rimborsi spese riconosciuti dall’azienda!) e cercano di sbarcare il lunario rivolgendosi ad altri datori di lavoro. I ristoranti? Anche loro, immaginiamo, vorranno evitare di servirsi di Divoora avendo acquisito la piena consapevolezza di sostenere un’azienda che non ha a cuore il benessere dei propri lavoratori".

I sindacati: "Quanto abbiamo detto è basato su disdette, contratti, email, lettere e testimonianze"

Unia e OCST non arretrano di un millimetro. "È vero che era stata portata una proposta da parte di Divoora per migliorare le condizioni salariali dei riders assunti a tempo pieno (secondo l'azienda ignorate senza un motivo), ma n"non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B: tutti i dipendenti devono essere tutelati in egual maniera, questione che è stata chiarita fin da subito al tavolo delle trattative. I Sindacati non vogliono e non possono firmare contratti o accordi vuoti, con il chiaro intento di salvaguardare unicamente una minima categoria di dipendenti, buttando nel vuoto la maggior parte dei lavoratori, che tra l’altro risultano quelli più precari".

Confermano quanto detto sulle condizioni di lavoro dei riders, dato che "ogni e qualsiasi rivendicazione presentata all’azienda è basata su problematiche ampiamente comprovate: disdette, contratti, e-mail, lettere, nonché molteplici testimonianze dirette dei rider".

"Divoora, prenditi le tue responsabilità: sediamoci e parliamo"

L'invito è sempre lo stesso. "Si spera che i dirigenti Divoora si assumano finalmente le loro responsabilità e riaprano subito il tavolo delle trattative. Se questo non avvenisse, le parti sindacali si vedranno costrette a continuare l’azione sindacale intrapresa a seguito della rottura delle trattative e adiranno lei vie legali per tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici".

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