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Ghisolfi replica a Briatore, "forse più che una questione di uomini e donne, dobbiamo dividere fra gente normale e straricchi. Numero uno al voltante? Se ti basta così poco..."
Il manager aveva detto che una donna che non lavora "rompe i m----i". La sindacalista, "il fatto di non avere un lavoro può logorare indipendentemente dal sesso. La percezione degli straricchi credo sia completamente stravolta e difficilmente applicabile al Ticino"
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L'ultima perla di Briatore, "le donne devono lavorare, altrimenti rompono dalla mattina alla sera"

13 SETTEMBRE 2017
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L'ultima perla di Briatore, "le donne devono lavorare, altrimenti rompono dalla mattina alla sera"

13 SETTEMBRE 2017
di Nadia Ghisolfi*

Briatore? Ha torto, ma c’è anche del vero in quanto dice: fondamentalmente, il fatto di non aver un lavoro può effettivamente portare una persona a sentirsi “senza uno scopo” nella vita.

Poi però, da li a dire che per questo motivo questa persona “rompe i m… dalla mattina alla sera” ce ne corre! Sbaglia quindi, ed alla grande, nelle conclusioni che trae e per il fatto di volerlo applicare solo alle donne.

Se proprio vuole generalizzare un modo di vivere (cosa che comunque già di base ritengo non si possa fare), il fatto di non avere un lavoro è una cosa che potrebbe logorare indipendentemente dal sesso. E sottolineo logorare, perché l'espressione “rompono i m…” è alquanto offensiva, soprattutto nei confronti di chi un lavoro lo vorrebbe avere.

Naturalmente il mio osservatorio (Ticino) è ben diverso dal suo (Montecarlo), dove i residenti, per essere tali, devono versare almeno 500’000 euro in una banca locale, oltre naturalmente a risiedere effettivamente li. Stiamo quindi parlando di due mondi e realtà diverse.

Più che una questione di uomini e donne quindi, forse è una questione di “straricchi” e persone normali? Credo che la percezione del mondo da parte di questi “straricchi” sia completamente stravolta e difficilmente applicabile alla nostra realtà.

Per quanto riguarda il commento sulle donne al volante ("Non ho mai fatto guidare la mia auto alla compagna di turno, anche se era ricca e famosa. Chi guida è il numero uno, e io lo sono, dunque loro stanno sul sedile del passeggero”) sinceramente fatico a capire come il fatto di guidare un auto lo faccia sentire il numero uno. Se gli basta così poco, buon per lui!

*sindacalista

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