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05.05.2022 - 17:580
Aggiornamento: 09.05.2022 - 18:25

Che spavento. Uno squalo toro di 3 metri attacca due kayak. "Ci siamo guardati negli occhi..."

Giuseppe Lorusso ha raccontato i momenti di paura vissuti domenica, tra Ginosa Marina e Castellaneta Marina, mentre era con un amico. "Lui ha visto tutto da dietro. Mi sono difeso a pagaiate"

CASTELLANETA MARINA - "Sono rimasto in stato di shock per due giorni e tutt’ora ho ancora gli incubi". Ha vissuto una spaventosa vicenda e la racconta sui social. Lui è Giuseppe Lorusso e con un amico è stato attaccato da uno squalo toro di oltre 3 metri mentre faceva kayak.

“Domenica mattina da Ginosa Marina lui e un compagno di avventura si stavano dirigendo verso Castellaneta Marina. " È successo quello che nessun amante degli sport di mare vorrebbe che gli succedesse: l’incubo peggiore", scrive.

Una volta arrivati ai primi lidi di Castellaneta Marina a circa 70 metri dalla costa (4 metri di profondità) a circa 10 metri di fronte hanno visto quella che definisce "una grossa sagoma immobile che galleggiava". Uno squalo, enorme.

"La bestia non ci ha dato il tempo di riflettere e ci ha attaccato con tutto il suo impeto e la sua ferocia cercando di addentare lateralmente sulla sinistra lo scafo del mio kayak (ci sono ancora i graffi dei suoi denti sulla fiancata del mio mezzo). In quel frangente il mio amico terrorizzato da dietro ha visto tutta la scena", scrive.

Giuseppe, narra, è risucito a rimanere lucido e freddo. "Ho contrastato vigorosamente con la mia pagaia l’attacco dello squalo che ha tentato un paio di volte di farmi cadere dal mezzo, prima lateralmente e poi passando di sotto e scuotendo il kayak. A questo punto vi lascio immaginare il fragore dell’assalto e la violenza dell’impatto. In questo marasma di schiuma e rumore è volato il mio cellulare in acqua dalla staffa a causa di una mia botta forte con la pagaia".

Lo squalo era "una bestia incazzata di oltre 3 metri e 150 kg di peso", un mostro marino che "dopo aver preso diverse pagaiate in testa dal sottoscritto ha desistito e dapprima ha girato intorno e poi si è inabissato".

"Premetto che io in quanto umano non sono una preda ambita degli squali ed in generale rispetto tutti gli animali e gli ecosistemi in generale. Mi considero un ospite in mare e non farei mai del male agli squali che sono all’apice della catena alimentare e quindi come tali fondamentali per la salute dei mari. Il mio non vuole tantomeno essere un post sensazionalistico, tutt’altro. È un invito alla prudenza e soprattutto a non sottovalutare mai gli ecosistemi complessi. Il mare è come una foresta con le sue bellezze e i suoi feroci predatori, prima di entrarvi bisogna essere consapevoli che possa accedere l’imponderabile", prosegue. 

Di notte ancora sogna quanto successo. "Dell’attacco con lo squalo mi porterò sempre con me la mia irrefrenabile voglia di vivere, la mia lucidità nel combatterlo e soprattutto gli occhi di quel feroce predatore che prima di lasciarmi inabissandosi nel blu mi ha guardato. Ci siamo guardati come due lottatori entrambi illesi e questo è tutto".

Non smetterà di fare kayak, di questo è certo. 

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