ZURIGO - Da noi interpellata, non aveva voluto rilasciare dichiarazioni, su Facebook invece Greta Gysin ha parlato, in un dibattito coi suoi amici virtuali, delle dimissioni di Sergio Savoia, con la cui politica, assieme ad altri esponenti del partito, si era dissociata da tempo.Definisce senza troppo giri di parole i Verdi «partito lacerato e allo sbaraglio, a due settimane dalle elezioni», per cui «contento non può essere nessuno».Alla richiesta di scendere in campo e divenire il successore di Savoia, replica che non vi sono le condizioni necessarie. «Si fa in fretta a tornare membri (basta pagare 60.-), ma prima devono esserci le condizioni. Non basta la partenza di Sergio a crearle...»Poi Gysin mette i puntini sulle i su alcuni temi, i salari minimi e il 9 febbraio soprattutto. «I salari minimi sono un'idea partita dalla sottoscritta, ma di cui ora altri si prendono tutti i meriti. Non è importante, ma lo stesso fatico a capire come ci si possa vantare di aver vinto una battaglia che è stata lanciata e resa possibile da chi nella stessa intervista viene definito "vigliacco" e privo di spessore "spessore politico". Savoia è molto bravo a girare i fatti come vuole lui: sul 9 febbraio nessuno gli ha mai detto di non uscire con la sua posizione. In compenso si pretendeva che chi era contrario se ne stesse quieto e muto. Chi ha osato esprimersi pubblicamente è stato punito in vari modi. Del 9 febbraio in ogni caso più che il contenuto ha disturbato lo stile e la spregiudicatezza».Afferma che non si può ridurre sempre tutto ad una discussione sull'UE, e che «la corrente euroscettica nei Verdi esiste da decenni, non nasce certo negli ultimi 6 anni (vedi ad es. posizione 1992 su votazione SEE). Altri invece sono stati molto a lungo europeisti convinti».Il PS e le congiunzioni mancate? «Chi è che flirta con il PS per le comunali a Lugano? E chi voleva la congiunzione per le nazionali e si è visto come vittima del sistema quando la collaborazione è andata a ramengo?»Insomma, chi sperava in un ritorno di Greta Gysin per un cambio di linea ai vertici dei Verdi probabilmente rimarrà deluso.