POLITICA
Elisabetta Gianella, «minacciata mentre ero al lavoro»
«Sono certa che loro si distanzieranno, mi colpisce però l'esasperazione della lotta partitica». Intanto Tuto Rossi affonda «Sergio Savoia Schettino»
BELLINZONA - La tensione in casa Verdi è alle stelle. Le dimissioni di
Sergio Savoia
quale coordinatore, la ricerca di un sostituto che possa unire le due correnti esistenti nel partito, il pessimo risultato elettorale, e, dulcis in fundo, la creazione di "Noi", il tutto nell'arco di poche settimane.
Elisabetta Gianella
, un passato nella Lega, vicina alla linea Savoia e fra i fondatori di "Noi", racconta sul suo profilo Facebook uno spiacevole episodio, dopo aver «riflettuto a lungo se renderlo pubblico, perché certe situazioni dovrebbero semplicemente essere ignorate e dimenticate. Tuttavia, senza alcun vittimismo, ho deciso di raccontarlo perché secondo me è spia di una degenerazione che non deve trovare posto nel dibattito pubblico e democratico in generale, e meno che mai all'interno di un partito».Dunque, «venerdì sera una persona dei Verdi del Mendrisiotto, millantando di parlare a nome di un non meglio precisato gruppo all'interno della Sezione, è venuto a minacciarmi sul posto di lavoro mentre svolgevo il mio turno. "Adesso o dimissionate dalle cariche del partito e dal Gran Consiglio oppure noi del Mendrisiotto stiamo già preparando una raccolta di firme per buttarvi tutti fuori all'assemblea", ha tuonato il signore davanti ai clienti».Tutto per "Noi", l'associazione creata dai "savoiardi". «E questo, badate bene, perché con un gruppo di amici ho deciso di fondare un'associazione per dedicarsi a temi come la dignità della persona, la socialità, il lavoro e l'ecologia», prosegue infatti Gianella, dicendosi certa che la persona in questione non abbia parlato a nome dei Verdi del Mendrisiotto che, è sicura, prenderanno posizione a suo favore.«Quello che mi stupisce, e che trovo grave, è dove possa portare l'esasperazione della lotta partitica. Esasperazione che spinge taluni ad immaginarsi purghe collettive, addirittura di deputati eletti dal popolo, e a presentarsi sul posto di lavoro di una persona (che è un po'come presentarsi a casa sua...) a minacciarle, mettendo tra l'altro in imbarazzo colleghi e clienti che nulla hanno a che fare con il mio impegno politico», continua il lungo post, in cui afferma di non aver nessuna intenzione di smettere di far politica secondo il suo credo.Parecchi i messaggi di solidarietà, fra cui quello di Sergio Savoia. «Un abbraccio. È una stagione così, di imbecillità diffusa... ». L'unico commento contrario viene da
Tuto Rossi
, che senza giri di parole scrive: «Ma dai! Sergio Savoia Schettino ha deciso di abbandonare la nave facendo affogare i verdi per cercare un posto di lavoro con la Lega, ed è normale che a qualche verde buttato nel c---o gli girino un po' i santissimi. Non fare la vittima o la verginella».
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