BELLINZONA – Dopo il voto contrario in Gran Consiglio dei suoi due deputati, AreaLiberale ha reso noto che aderirà al referendum contro la “tassa di collegamento” lanciato dalle associazioni economiche ticinesi, «fedele alla sua missione di proteggere i contribuenti e le aziende da nuovi e inutili aumenti di imposte, tasse o balzelli».La formazione, che in parlamento è rappresentata da Sergio Morisoli e Paolo Pamini, ribadisce che «le finanze dello Stato vanno certamente risanate, ma agendo sulla spesa e non aumentando le entrate con prelievi di vario genere sui cittadini, la proprietà privata e le imprese».Se il sostegno al referendum era scontato, più interessante il riepilogo i “numeri” riportati nel comunicato stampa. «Il Parlamento ha votato 4 giorni fa, nell'ambito del preventivo 2016 oltre 48 milioni annuali di nuove tasse e balzelli per i contribuenti e le imprese; dopo che sul finire della scorsa legislatura per il preventivo 2015 aveva già votato 37 aumenti di tasse e balzelli per circa 20 milioni; e dopo che da 15 anni non si fa un solo sgravio fiscale, dopo che il debito pubblico in 10 anni è andato da 1 miliardo a 2 miliardi (procapite da 3'200 a 5'700 franchi) senza che si sia visto un miglioramento del benessere e dell’economia, o un progetto serio di rilancio».«Tutto questo aggravio fiscale ridotto a piccola cosmesi finanziaria, di preventivo in preventivo che non serve nemmeno al pareggio dei conti ma a mantenere dei deficit annuali più vicini ai 100 milioni di franchi che al pareggio», conclude il comunicato.AreaLiberale sarà rappresentata nel comitato referendario da Alberto Siccardi.