POLITICA
Dieci chicche (e sono solo le prime...) per mostrare la giravolta leghista: scende in campo il GATT
Non si sa chi si nasconda dietro il "Gruppo degli automobilisti ticinesi tartassati", ma la prima azione è stata comprare una pagina sui quotidiani per prendersela col Mattinio
BELLINZONA - Si firmano GATT, Gruppo Automobilisti Tartassati Ticinesi, e rimandano alla loro pagina Facebook, che per ora conta solo una quarantina di "mi piace". Pochi, ma hanno già investito soldi per comprare un'intera pagina dei quotidiani, ove andare contro il Mattino.L'obiettivo, infatti, è la tassa di collegamento, in votazione il prossimo 5 giugno, e la Lega, il cui ministro Zali l'ha promossa, e il cui gruppo parlamentare l'ha sostenuta. Ecco allora, a tutta pagina, quelle che definiscono "10 chicche", scritti tratti dal Mattino, anche datati nel tempo (alcuni di Giuliano Bignasca), per mostrare come il vento sia cambiato negli anni in via Monte Boglia. E, avvisano, non è che la prima puntata.Chicca numero 1: «l'automobile non è unicamente un bene di lusso, per molti rappresenta uno strumento di lavoro indispensabile. (..) Oggi si deve prendere il lavoro che si trova, anche se distante dal luogo di abitazione. (...). Eppure c'è chi specula sulle spalle della gente per spillar loro dei soldi in tutti i modi".Chicca numero 2: Giuliano Bignasca disse che «hanno continuato a mungere i contribuenti in particolare le aziende, pensando soltanto a incamerare denaro per mantenere l'apparato dei servizi statali», parlando di una politica miope nell'ultimo decennio. Chicca numero 3: il Mattino parlò di tasse di posteggio abusive e incostituzionali, ma aumentate lo stesso. «L'unico obiettivo è quello di prelevare ancora balzelli dalle sacocce dei contribuenti», scrisse Giuliano Bignasca.Chicca numero 4: gli automobilisti non vanno demonizzati, scrisse il settimanale, perché non sono gli unici colpevoli «di tutti i mali ecologici del mondo. Bisognerà anzi favorirli, perché si tratta di cittadini il cui unico diritto è ormai rimasto quello di pagare tasse su tasse». Chicca numero 5: parlando del Municipio luganese, dice che «non vuole rinunciare a vuotare ulteriormente il borsellino degli automobilisti», continuando però a definire l'aumento delle tariffe dei posteggi «un'operazione per meglio gestire il traffico».Chicca numero 6: la caccia alle streghe aveva un duplice obiettivi: «legittimare nuovi tartassamenti fiscali del trasporto privato favorendo politicamente e finanziariamente i trasporti pubblici». Chicca numero 7: i cittadini non usano gli «inefficienti mezzi pubblici». Chicca numero 8: il Mattino si domandava dove sono le associazioni che dovrebbero difendere gli interessi degli automobilisti. «Se andiamo avanti di questo passo, ci troveremo qualcuno che proporrà una legge per costringere tutti i ticinesi a viaggiare con la bicicletta o in treno!»Chicca numero 9: per i Verdi «la crociata contro l'automobile è un cavallo di battaglia politico cavalcato in modo irresponsabile», dato che «vorrebbero fermare il mondo e farci scendere». Ma in tutto il mondo, in Svizzera e in Ticino in molti «campano grazie all'automobile». Chicca numero 10: Soldi per potenziare i trasporti pubblici? Giuliano Bignasca affermava che non se ne dovevano più buttare e che anzi il tutto andava «completamente ripensato in base a criteri innovativi». E ora? La Lega vuole la tassa di collegamento. Il GATT, pur senza dirlo, grida quella che ritiene un'incoerenza. Chi c'è dietro l'acronimo? Nonostante li abbiamo contattati, al momento non abbiamo ricevuto una risposta che potesse aiutarci a capirlo.
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