BELLINZONA - Si investe troppo nel turismo, con risultati non soddisfacenti. Dunque, perché non includere dei risparmi in questo settore nella discussa manovra finanziaria? È l'idea che lancia l'ex consigliere comunale e ex Municipale di Losone per il Guastafeste Pietro Vanetti, in una lettera inviata ai membri del Gran Consiglio.Prima di tutto, ritiene che «alla fine del dibattito parlamentare, molto probabilmente, l’importo finale della manovra risulterà più contenuto e pertanto insufficiente per l’auspicato riequilibrio delle finanze cantonali», e che quindi servano «misure compensatrici in settori non presi in considerazione dal Consiglio di Stato». Come risparmiare sul turismo, appunto, in cui «il mondo politico da decenni insiste nel destinarvi molto denaro pubblico: parliamo di più di 12 milioni di franchi all’anno che purtroppo generano risultati sempre più deludenti».Vanetti indica una serie di criticità del settore: pernottamenti in alberghi in costante calo, durata dei soggiorni degli ospiti sempre più breve, diminuzione dei posti letto perché le aperture non compensano le chiusure, volumi di affari e relativi utili aziendali di molti alberghi e ristoranti in costante calo e insufficienti per investire per rinnovarsi e adeguarsi alle esigenze attuali dei turisti, stipendi per molti impiegati del settore, nettamente al disotto del fabbisogno minimo per cui sono indispensabili gli aiuti sociali cantonali o comunali, gettito fiscale del settore, per rapporto ai finanziamenti pubblici poco interessante, atteggiamento troppo rinunciatario, poca propensione a sperimentare formule nuove per raggiungere potenziali clienti. Una vera e propria Caporetto, di cui l'aspetto che più preoccupa Vanetti è che «ai ticinesi, salvo rarissime eccezioni, non interessa lavorare nei settori alberghiero o ristorazione, tantomeno sono propensi ad investire in proprio in quelle attività».Di conseguenza, ritiene sia inutile continuare a investire così tanto denaro pubblico nel turismo. «Ritengo sia giunto il momento di rivedere radicalmente la strategia di sostegno al settore, limitandola ad azioni utili a chi investe e opera effettivamente con eccellenza. Vi sono delle eccellenze in Ticino, ma lo sono soprattutto per merito proprio. il merito della organizzazione turistica nel suo insieme è solo marginale. L’attività di quest’ultima, malgrado le molteplici riorganizzazioni e la messa a disposizione di capitali sempre maggiori, da molti anni non risulta più essere incisiva», scrive.A suo avviso, sarebbe possibile ridurre il finanziamento pubblico del settore senza danneggiare le eccellenze di 5 milioni di franchi sia per il 2018 che per il 2019, visto che per il 2017 è ormai troppo tardi. Pietro Vanetta invita dunque chi è interessato ad approfondire il tema, e desidera «elaborare emendamenti al messaggio N. 7184 del Consiglio di Stato “Pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali” utili al riequilibrio finanziario, da presentare in parlamento».