POLITICA
"Prima i nostri" o "bottom up"?
L'iniziativa UDC ha ottenuto il via libera della Commissione costituzione e diritti politici, ma Vitta vorrebbe un modello simile a quello proposto a livello federale, con Bacchetta-Cattori pronto a preparare il testo
BELLINZONA - Esulta l'UDC, "Prima i nostri" fa un passo avanti. Essa chiede di dare la precedenza ai residenti in Ticino nell’assegnazione dei posti di lavoro, ed è da tempo invocata dai democentristi come la ricetta ideale per aiutare il mercato del lavoro. Ma è possibile che vi sia anche un controprogetto.L'iter ieri non è stato semplice. La Commissione costituzione e diritti politici ha sottoscritto il rapporto della leghista Sabrina Aldi a favore dell'iniziativa, ma di fatto una maggioranza non c'è, soprattutto dopo aver ascoltato il Consigliere di Stato
Christian Vitta
(accompagnato dal delegato per i rapporti confederali Jörg De Bernardi) che aveva caldeggiato la possibilità di incoraggiare un controprogetto basato sulla clausola di salvaguardia "bottom-up". «Visto che comunque una maggioranza non c’era, non aveva senso sospendere l’esame dell’iniziativa», ha detto a La Regione il presidente della Commissione, il pipidino
Maurizio Agustoni
. È comunque convinto che "Prima i nostri" non risolverà i problemi, sarà solo un segnale.Di tutt'altro avviso
Sabrina Aldi
. «Era giunto il momento di porre un freno al tergiversare politico su questo tema. Tra numero di frontalieri, traffico e dumping salariale, la situazione del mercato del lavoro rimane insostenibile». A suo avviso, scegliere fra l'iniziativa e una possibile clausola "bottom up" a livello cantonale non ha senso. «Le proposte si situano su due livelli differenti: la clausola scatta solo una volta raggiunti determinati valori soglia, mentre l’iniziativa chiede tout-court la preferenza della manodopera locale», ha detto al Corriere del Ticino.Ma con ogni probabilità il popolo avrà anche un controprogetto su cui esprimersi: il pipidino
Fabio Bacchetta-Cattori
(nella foto) è pronto a preparare un testo che si avvicini al sistema "bottom up", tenendo presente che «gli obiettivi di iniziativa e controprogetto sono comuni ma le modalità divergono e noi, in quanto PPD, vogliamo portare avanti un modello che in questo momento sta ottenendo dei risultati politici importanti a livello federale».Il liberale
Franco Celio
da parte sua ritiene che sarà difficile "trovare un controprogetto efficace che non si riveli una versione annacquata dell’iniziativa", mentre per l'UDC
Tiziano Galeazzi
il modello ascendente "bottom up" non è chiaro sulla questione dei frontalieri.
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