POLITICA
Dadò tuona, «PS, basta ricatti, servono proposte concrete»
Il capogruppo PPD contro i socialisti. «Il loro metodo ricattatorio non funziona più. Sgravi per i ceti alti? Siamo già fin troppo tassati da Gobbi e Zali... E va bene anche andare in aula a ottobre»
BELLINZONA - Fiorenzo Dadò è rientrato dalla sua avventura sul Thien Shan e si rituffa nella politica. Al capogruppo PPD è piaciuta la proposta del PS di appoggiare un rapporto favorevole alla manovra se da essa verranno tolte sei misure.
Cosa pensa di quanto affermato dai socialisti?
«La prima cosa che posso dire è che è il tipico atteggiamento del partito socialista, al di là delle misure indicate. Se elimate questo noi firmiamo... Ma proposte alternative? Nessuna. Non ne arrivano mai. Alex Farinelli ha preparato il rapporto e ne parleremo, ha messo alcuni punti che volevamo anche noi, però non si può agire coi ricatti».
L'avete inteso, dunque, come un ricatto?
«Certo. Questo modo ricattatorio non va più, né da parte del PS né della Lega, dato che sono loro due a fare sempre ricatti. Bisogna cercare di portare a casa qualcosa tutti insieme, se i socialisti ritengono che ci sono dei punti che non vanno bene hanno tutto il diritto di dirlo, probabilmente hanno anche le loro ragioni, ma ci facciano il piacere di portare proposte alternative. Non mi si venga a dire che su tre miliardi e mezzo non si possono tagliare 200 milioni. Si comincerà a discutere se arriveranno delle proposte alternative, altrimenti noi andremo avanti per la nostra strada».
Una proposta è stata avanzata, e riguarda gli sgravi sui ceti alti...
«Il Governo attuale ha già messo moltissime tasse, se pensiamo ai radar di Norman Gobbi e a tutte le tasse che sta introducendo Zali. Ritengo che siano già sufficienti, stanno tartassando i ticinesi con tasse, balzelli, patentini per i funghi, si sta riducendo male il Cantone, ed ora il PS vuole aumentare le tasse. Adesso non si può parlare di aumentarle, nemmeno di diminuirle. Loro pensano ai ceti alti? È un tema delicato, va discusso, queste sono solo boutade. O si fanno delle proposte di limatura concrete o per quanto ci riguarda non entriamo nemmeno nel merito».
Dunque il loro appello cadrà nel vuoto?
«Non so cosa faranno la Lega e i liberali, immagino che non aderiranno nemmeno loro. La politica del "mangia la minestra o salta la finestra" non va più, servono proposte che siano concrete. Attualmente il PS dice solo di togliere delle misure. Da loro, da quando faccio politica, non ho mai visto portare delle proposte vero. Il ricatto è tipico, non mi meraviglio più».
Come tempistiche, riuscirete a portare la manovra in aula per settembre?
«Non penso. Per noi basta firmare il rapporto ma non si vogliono fare delle prove di forza. Dovrò sentire Caverzasio e Farinelli, per me va bene anche parlarne in ottobre».
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