POLITICA
Fantasia versus realtà per Caratti. «Cosa andrebbe detto a Maroni e cosa invece si dirà»
Il direttore de La Regione riporta un ipotetico discorso che il Governo dovrebbe, a suo avviso, fare a Maroni. «L'opinione pubblica vi è ostile e noi politici dobbiamo spingere in quella direzione»
BELLINZONA - Oggi alle 16 una delegazione del Consiglio di Stato, composta dal Presidente Paolo Beltraminelli, dal Vicepresidente Manuele Bertoli e dal Consigliere di Stato Christian Vitta, accompagnati dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri e dal Delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini, incontrerà il Presidente della Regione Lombardia per discutere dell'approvazione di "Prima i nostri".Se il tema non fosse già a sufficienza sotto la lente dell'attenzione generale, con i partiti che non trovano un accordo sulla modalità di lavoro per cercare una legge d'applicazione, ieri il servizio del programma "Le Iene" ha messo altro sale sulla questione.Il direttore de La Regione Matteo Caratti, in un editoriale, ha immaginato come dovrebbe essere l'incontro, e come in realtà sarà. «"Cari amici, se guardate i risultati delle urne qui in Ticino, vi rendete conto subito chi qui ci sta sui m----i! A noi ci state voi, come del resto a voi stanno i t-----i e gli africani!", così secondo Caratti andrebbe detto, in un tono "salviniano"». Secondo il direttore del quotidiano, il colmo è che «mentre i leghisti lombardi si sono molto rafforzati, quelli nostrani, ispirandosi proprio agli slogan padani, alla voglia di recupero dell'identità locale e alla territorialità, hanno ricreato in una terra ancor più ricca della Lombardia lo stesso concetto, e costruito il nostro forzino». Dunque, ritiene che Beltraminelli come Presidente dell'Esecutivo e i due ministri leghisti (ma non ci saranno, come ha precisato una nota stampa del Governo, né uno né l'altro), dovrebbero dire a Maroni: «"Caro Maroni, avete un'opinione pubblica (la nostra) fortemente ostile e politici attualmente al potere (ossia noi) obbligati dalle urne a spingere sempre di più in quella direzione. Ormai la via è tracciata e se non verrà implementata "Prima i nostri", perché magari considerata da Berna non costituzionale, ne seguirà a breve una nuova"».E inoltre dovrebbero aggiungere che la lezione della Lega Nord è stata ben compresa, e c'è chi «"ha fatto passi da gigante, passando dalle parole ai fatti, grazie ai diritti popolari"».Ma, scrive ancora Caratti, non accadrà nulla del genere. A suo avviso, al di là delle strette di mano, probabilmente a Maroni verrà detto che l'iniziativa "Prima i nostri" è lontana dall'essere applicata, che ci vorranno anni e dunque che lo stesso «può dormire sonni tranquilli».
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