BELLINZONA - La Lega lo aveva detto qualche settimana fa sul Mattino: se l preventivo cantonale del 2017 non cambia, ovvero non vengono accolte degli emendamenti del Movimento di via Monte Boglia, voterà contro.Lo ha ribadito oggi Boris Bignasca nel suo intervento in Gran Consiglio, un sostanziale invito al Governo ad avere coraggio.«Nonostante l'imponente prelievo fiscale – che è purtroppo in costante aumento (solo quest’anno per 87 milioni), le casse cantonali continuano ad essere in passivo per colpa della spesa pubblica eccessiva soprattutto nell'amministrazione pubblica e nel settore dei sussidi sociali, che ricordiamo per quasi metà vanno a stranieri», ha tuonato, sottolineando come anche l'aumento del 18% delle stime immobiliari "comporterà un aggravio di 30 milioni ai danni dei cittadini per quanto riguarda le imposte cantonali e di quasi altrettanti per le imposte comunali».«Se non vogliamo fare la fine di altri paesi europei, dobbiamo interrompere subito la spirale del tassa e spendi, portando al contrario una sostanziale riduzione della spesa pubblica tramite la chiusura degli uffici cantonali inutili, prepensionamenti tra i funzionari pubblici e diminuzione dei sussidi sociali soprattutto agli stranieri, così da permettere future riduzioni fiscali e arginare la sempre più presente immigrazione nello Stato sociale ticinese», è la posizione di Bignasca.Che chiede, dunque, coraggio al Governo su diversi punti. Prima di tutto, «nell’ambito della riforma delle imprese tre. Non potremo accettare una riforma omeopatica di mezzo punto all’anno, quando altri Cantoni hanno già aliquote sulle imprese, che sono la metà rispetto alle nostre».Poi, «nel ridurre la spesa pubblica nel settore degli asilanti», oltre che a far sì che i sussidi sociali vadano ai residenti ticinesi e non agli stranieri. Bignasca insiste anche sulla politica del personale. «Chiedo, inoltre, coraggio al governo per una politica del personale rigida, senza privilegi di sorta per gli alti funzionari. Chiedo che i fannulloni vengano licenziati e non posteggiati in attesa della pensione. Chiedo che gli uffici risparmino e non continuino ad aumentare spese e mandati. Gli esempi si sprecano…». E non poteva mancare un riferimento a "Prima i nostri", con un'applicazione ferrea «affinché si possa recuperare occupazione per ticinesi e residenti e per arginare il dumping salariale che ha creato in questi anni - per colpa della libera circolazione delle persone – l’aumento di una classe di lavoratori che non riesce ad arrivare a fine mese e che spesso è costretta a chiedere aiuti sociali».«Fino a quando non vedrò questo coraggio da parte del governo, non solo a parole, ma anche nei fatti, io voterò contro al preventivo», ha concluso deciso il leghista.