BELLINZONA - In un periodo in cui la sicurezza degli Uffici cantonali è messa in discussione da quanto accaduto all'Ufficio della migrazione con permessopoli (per cui è finito in carcere anche un impiegato dell'Ufficio esecuzione), fare in modo che i servizi di sicurezza e di pulizia presso gli uffici e le strutture cantonali siano internalizzati può essere un metodo.Lo chiedono in una mozione 11 deputati di diversi partiti, dal PS (col primo firmatario Raoul Ghisletta, Henrik Bang, Carlo Lepori, Daniela Pugno Ghirlanda e Bruno Storni), PPD (Giorgio Fonio, Sara Beretta Piccoli e Lorenzo Jelmini), Verdi (Michela Delcò Petralli e Tamara Merlo) e Montagna Viva (Germano Mattei).Uno degli scopi, appunto, sarebbe "combattere i rischi di infiltrazione, furti e fughe di informazioni che possono avvenire nel caso di ditte esterne operative presso gli uffici e le strutture dello Stato, ditte che impiegano sovente personale fluttuante e poco controllabile".I mozionanti vedono nell'internalizzazione di questi servizi anche la possibilità di "garantire condizioni di lavoro socialmente decenti: salari adeguati, contenimento dei contratti su chiamata, copertura adeguata delle assicurazioni sociali, attuazione del principio costituzionale della parità dei sessi. Si tratta di fare in modo che questi impieghi siano attrattivi per il personale residente in Ticino e contribuiscano a consolidare i redditi dei ceti medio bassi di questo Cantone".