POLITICA
"No a populismo e slogan. Le forze politiche hanno dato prova di collaborazione". Inizia l'era Gianora, "gli scandali? Sbagliare è umano, perseverare è diabolico"
"Viviamo nel luogo più bello al mondo", ha detto il neo presidente del Gran Consiglio, invitando più volte all'armonia. "Il nostro compito è fornire dati oggettivi, non bugie"
BELLINZONA – Il Gran Consiglio ha un nuovo presidente. Applaudito dai colleghi e accompagnato dalla fisarmonica, che ha per lui un valore particolare dato che gli ricorda il padre, Walter Gianora ha preso ufficialmente il posto di Fabio Badasci.

Il liberale, emozionato, oltre ai ringraziamenti di rito, ha insistito nel suo discorso iniziale sul bisogno di armonia. “Conto su voi, sulla vostra comprensione per facilitarmi il compito di portare avanti i lavori del Parlamento. Farò di tutto per rendere evidenti la correttezza e l’affidabilità delle nostre istituzioni”, ha promesso.

Non poteva, ovviamente, non parlare dei casi che hanno scorsso la politica ticinese, quello della Argo 1 e quello di permessopoli, “A seguito dei recenti scandali le istituzioni sono state minacciate e hanno perso il vigore della loro immagine. Sono fatti deplorevoli ma vanno accertati nelle loro dimensioni per poter essere giudicati oggettivamente, per trarne le giuste conclusione e gli eventuali correttivi. Errare è umano, perseverare è diabolico. Dobbiamo mettere le nostre energie per ricercare i problemi del paese”.

Gianora ha riassunto i temi caldi, a partire da quella nel mondo dell’occupazione.”La crescente frantumazione nel mondo del lavoro ha un effetto sulla coesione sociale. Ci attendono grandi sfide nel mondo dell’occupazione, penso alla quarta rivoluzione industriale, che non è solo tecnologica tocca il senso stesso del nostro lavoro, obbligando a adeguarci, a non essere i più al centro del fenomeno come individui. Siamo di fronte anche ad un’importante modifica della struttura demografica, che ci chiederà sforzi per il finanziamento previdenza. Dobbiamo fare la nostra parte votando leggi e regolamenti”.

Riprendendo il tema con cui ha iniziato, ha sottolineato come le “forze politiche sono chiamate a sentire responsabilità nel rispetto della dignità delle persone bisognose ma devono assicurare le risorse necessarie. Mi sento di dire che nella prima metà di legislatura, a parte alcune difficoltà le parti politiche hanno dato prova di collaborazione, nonostante alcuni problemi. Nella mia visione della politica, non vanno mai cavalcati i populismi, non vanno dette al popolo bugie che illudono, facendo credere con slogan in soluzioni semplici. Il nostro compito è fornire dati oggettivi, per crescita e progresso. Sono contrario all’uso smisurato delle parole, invece vanno calibrate bene le situazioni per soluzioni ad ogni problema. La comunicazione politica necessita di sintesi Dobbiamo farci capire dal cittadino,  e non appesantire con troppa burocrazia i rapporti fra politica e stato”.

Pur sottolienando come la situazione fuori dai confini nazionale rappresenta “dei campanelli di allarme di una società in evoluzione, che mette a rischio il castello istituzionale, che necessita di essere rinnovato rinnovato. Dobbiamo comunque perdere quella timidezza e quella supponenza da provinciali, aprirci di più verso la politica nazionale e internazionale. In essa serve un ruolo non solo simbolico, bensì proattivo”.

Walter Gianora sottolinea con orgoglio come “viviamo nel luogo più bello del mondo”, facendo un accenno alle Valli (viene da Acquarossa, che lo festeggerà), che devono essere integrate nella politica.

“Nel prossimo anno, il terzo della legislatura, andranno raccolti i frutti”, ha continuato, sottolineando ancora “il clima armonioso, siamo uniti pur nelle diversità politiche”.

Prima dei commossi ringraziamenti a famigliari, amici e colleghi politici, ha esortato a vedere “il bicchiere mezzo pieno, guardiamo avanti con fiducia, consapevoli dei valori che sono alla base del sistema istituzionale”.

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