POLITICA
Pronzini, "si parla sempre e solo di certificato penale: non sarebbe meglio usare le banche dati dei ricercati per gravi crimini?"
Partendo da un paio di casi concreti, su cui chiede delucidazioni, il deputato spiega che il casellario riporta solo le condanne passate. E che fine ha fatto il PROGETTO SICURE- ST, presentato nel 2015?"
di Matteo Pronzini*

Da anni ormai inchieste contro la criminalità organizzata condotte in Italia permettono di scovare referenti residenti in Ticino, che nella maggior parte dei casi si servivano di ditte locali per riciclare denaro.  Ricordiamo solo alcuni nomi: Carlo Antonio Longo (arrestato nel 2012, era considerato una sorta di intermediario della 'ndrangheta in Ticino), Franco Longo (arrestato nel dicembre 2014, definito anche lui il “banchiere” della ‘ndrangheta”),  Renato Bevilacqua e Alfredo Bordogna (arrestati nel 2015, avevano aperto tre società bucalettera a Chiasso), Filippo Magnone (arrestato nel 2015, si prodigava per trovare prestanome col fine di investire i soldi della mafia) è naturalmente l’ex killer della ‘ndrangheta  e ora collaboratore di giustizia Gennaro Pulice, che avrebbe ottenuto il permesso B sei mesi prima che il suo nome apparisse nel Registro di commercio, secondo fonti di stampa..

Un caso come quello di Gennaro Pulice - che aveva ottenuto il permesso B e fondato diverse società in Ticino - non potrebbe ripetersi perché ora è necessario presentare il certificato penale per ottenere il permesso di dimora ed è stato introdotto il controllo sistematico dei nominativi in Google, ha detto il consigliere di Stato Norman Gobbi ai microfoni di Teleticino il 19 luglio.

Salvo che il certificato penale italiano riporta solo le condanne cresciute in giudicato e visto  durata e la complessità delle inchieste per criminalità organizzata e i numerosi gradi di giudizio, possono intercorrere anni prima dell’iscrizione di una sentenza definitiva.

In Svizzera è in netto aumento il numero di documenti falsi e sono sempre di migliore qualità, ci si chiede quindi quanto sia difficile per la criminalità organizzata procurarsi un certificato penale falso, visto che si tratta di un semplice foglio A4, quando circolano anche passaporti biometrici contraffatti. Esiste pure l’opzione di ottenere un certificato penale “ripulito” corrompendo un funzionario.

Quanto alla ricerca su Google, non può certo essere considerata un metodo sicuro.

Solo due mesi fa dalla stampa italiana abbiamo appreso che la figlia del boss Rocco Papalia risiede a Bissone. È socia e gerente di una SAGL con sede a Grono (GR), iscritta al registro di commercio il 25 febbraio 2016. Lecito chiedersi se la signora abbia ottenuto il permesso di dimora più o meno alla stessa data, quindi dopo l’introduzione del casellario giudiziale e dopo l’arresto di Pulice che - a quanto sembra di capire - coincide con l’introduzione del controllo sistematico in Google.

Difficile poi capire come mai il dibattito sulla sicurezza si concentri sulla richiesta del certificato penale, che riguarda condanne passate e quindi verosimilmente già scontate, e non piuttosto sull’accesso a banche dati di persone ricercate e sospettate di gravi crimini, come ad esempio la banca dati SIS. Secondo quanto riporta il sito di Fedpol, quest’ultima è accessibile anche agli uffici cantonali della migrazione.

È necessario quindi chiariare alcuni interrogativi per valutare la reale efficacia delle misure scelte nel combattere le infiltrazioni delle criminalità organizzata ed eventualmente adottare pratiche più consone, Chiediamo pertanto al Lodevole Consiglio di Stato:

- Quando ha ottenuto il permesso (B, C o altro) la Sig. Papalia, residente a Bissone stando a quanto riporta il Registro di commercio?

- Il suo nominativo è stato controllato con Google? Le è stato richiesto il certificato penale?

- Corrisponde al vero che la villa in cui risiede è di proprietà di Rocco Papalia? Quando è stata acquistata?

- Corrisponde a vero che Gennaro Pulice ha ottenuto il permesso B sei mesi prima di aver un ruolo in un’impresa con sede in Ticino? Se sì, come mai? È una pratica corrente quella di concedere sei mesi di tempo per l’iscrizione al RegIstro di commercio?

- esistevano condanne cresciute in giudicato nei confronti di personaggi sopra citati? Nessuno di questi nominativi era segnalato nella banca dati SIS? (Precisiamo che queste domande vengono poste verificare l’efficacia dell’introduzione dell’obbligo del certificato penale, non per avere informazioni sui casi puntuali).

- l’Ufficio cantonale della migrazione verifica i nominativi nella banca dati SIS? Se no, perché?

- Al momento dell’acquisto di un edificio o di un fondo da parte di un cittadino straniero vengono fatti controlli approfonditi sulla persona in questione?

- Corrisponde al vero che attualmente è attivo solo un ispettore per controllare 1200 fiduciari?

- Nel dicembre 2015, rispondendo all’interrogazione 150.15, il Consiglio di Stato affermava:  È inoltre di recente stato promosso il PROGETTO SICURE-ST (Sicurezza – Frodi Economiche) allo scopo di implementare un’intelligence economica o cellula di contrasto, migliorare il sistema di informazioni condiviso tra gli uffici dell’amministrazione pubblica e prevedere percorsi di formazione di specialisti interni agli uffici delle amministrazioni pubbliche.Di quel progetto non si ritrova più traccia, è stato abbandonato? Perché?
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