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05.10.2017 - 11:370
Aggiornamento: 19.06.2018 - 15:43

"Beltraminelli sta cercando di salvarsi coprendo qualcuno"

Matteo Caratti, direttore de la Regione, è ancora scettico verso il Ministro: "un capodipartimento sa di certo chi è il funzionario preposto a elaborare questi atti formali. Ha agito da solo o su indicazione di terzi? Il Governo vuole capire cosa succede all'interno del DSS"

BELLINZONA – Da qualche giorno, il direttore de La Regione Matteo Caratti sta dedicando svariati editoriali all’ormai famoso caso Argo 1. Ai tempi, quando scoppiò, se la prese con Beltraminelli, qualche giorno fa attaccò Dadò, per poi parlare di un bubbone che, citiamo a memoria, “non si dica che è scoppiato in campagna elettorale perché si doveva indagare molto prima”.

E oggi, dopo la conferenza stampa fiume di ieri, dove di fatto si è deciso, come sottolinea il collega del Corriere del Ticino Righinetti, di privilegiare la coesione, si chiede se dietro quanto detto e ripetuto da Paolo Beltraminelli non vi sia un altro intento: coprire qualcuno.

“Ricordate il suo intervento di stile cubano, quando in primavera il ministro PPD aveva riferito dinnanzi al parlamento? Da subito quel fiume di parole era parso povero di elementi precisi e decisivi per comprendere cosa fosse davvero successo con Argo 1”: alla luce delle nuove rivelazione, “una bestemmia in chiesa”.

“A Beltraminelli non è stata tolta la responsabilità sull’ufficio incriminato e da lui diretto, ma diverse questioni da approfondire – delegando l’analisi all’ex procuratore Marco Bertoli – hanno finito per vertere proprio sull’operato dei suoi collaboratori e indirettamente sul suo”, scrive Caratti, convinto che il Governo voglia sapere cosa sia successo all’interno del DSS.

Per il direttore del quotidiano, assumersi la responsabilità come ha fatto il Consigliere di Stato, ovvero parlare di errori amministrativi che non sarebbero dovuti succedere e invece sono capitati, non è sufficiente. E pone la domanda, quella centrale della sua tesi: “Un capodipartimento sa di certo chi è il funzionario preposto a elaborare questi atti formali. Ha agito da solo o su indicazione di terzi? Non averlo sinora indicato (con tanto di nome e cognome) dopo tanti mesi e nel contempo ribadire di assumersi la responsabilità politica dell’accaduto è troppo facile. E significa una sola cosa: che Beltraminelli sta cercando di salvarsi coprendo qualcuno. Suvvia, un ministro che dice di assumersi la responsabilità politica deve anche esigere dai suoi sottoposti la massima chiarezza”. In soldoni, se sa chi è stato a sbagliare, perché non dirlo?
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