In risposta a un'interrogazione di Galeazzi e cofirmatari, si dice che "siamo preoccupati degli effetti che uan destabilizzazione dei paesi dell'Est avrebbe sull'immigrazione"

BELLINZONA – Il Consiglio di Stato ha detto sì al fondo di coesione di 1,3 milioni perché ritiene che possa servire a consolidare i rapporti tra Svizzera e UE e che essi possano portare anche a effetti positivi in termine di migrazione. Per dire no, ci sarà tempo quando verrà chiesto un parere sull’indebolimento delle misure di accompagnamento.
Il Governo risponde a un’interrogazione di Tiziano Galeazzi (con Ferrari, Filippini, Morisoli, Pamini e Pinoja), il quale voleva sostanzialmente sapere come mai a Bellinzona, in una consultazione, avessero detto sì, mentre altri Cantoni hanno espresso parere negativo, non tenendo secondo lui conto del voto popolare.
Viene ricordato prima di tutto come la politica estera sia di competenza nazionale e che dunque è una semplice richiesta di pareri, e che “non si è voluta urtare qualsivoglia sensibilità, non da ultimo andare contro l’opinione espressa dal popolo ticinese in occasione del voto referendario del 2006”. Da esso, viene poi specificato, sono passati 12 anni e le condizioni quadro sono cambiate “e tengono conto del quadro attuale delle relazioni tra la Svizzera, l’UE e i paesi membri”.
Dunque, perché 1,3 miliardi a favore di 13 stati UE (Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria)? “Data l’attuale situazione di instabilità in Europa, non da ultimo aggravata anche dalle politiche protezionistiche e dai dazi statunitensi, lo scrivente Consiglio di Stato, ritiene importante promuovere e consolidare un quadro istituzionale stabile all’interno dell’UE, che favorisca i mercati e agevoli i rapporti e gli scambi commerciali. Non da ultimo va ritenuta la preoccupazione del Governo cantonale sugli effetti che una destabilizzazione potrebbe avere sull’immigrazione verso il nostro paese”. Oltretutto, il primo pacchetto di aiuti ha dato esiti positivi e si pensa possa farlo anche questo.
A parte tutto ciò, viene ritenuta una mossa strategica. “Il Consiglio di Stato ritiene che per il Cantone sia strategicamente più importante esprimere fermezza con un’eventuale proposta di indebolimento delle misure di accompagnamento alla libera circolazione (quelle di Cassis, ndr). Quando Cassis solleciterà i Cantoni e i partner sociali sul tema il Canton Ticino avrà la possibilità di ribadire la propria ferma posizione su questo tema a carattere prioritario”.