POLITICA
Gobbi e le frontiere: "Meno criminalità, meno padroncini e lavoratori in nero: non scordiamocelo"
Il 15 la Svizzera riaprirà i confini coi paesi UE, il Consigliere di Stato si augura che nel frattempo la situazione italiana migliori ancora e sottolinea che cosa si dovrà prolungare di ciò che si è imparato durante il Covid

BELLINZONA – “La competenza del controllo delle frontiere è federale”, come a dire che ha comunque deciso Berna. Norman Gobbi si augura che nei dieci giorni che mancano all’apertura dei confini svizzeri coi paesi UE, dunque Italia compresa, la situazione sanitaria lombarda e italiana in genere migliori.

Per il Consigliere di Stato, intervistato dal Corriere del Ticino, il Covid ha lasciato tanti insegnamenti, anche sul fronte della gestione delle frontiere. “Abbiamo visto per esempio quasi sparire la criminalità, così come la presenza di “padroncini” e lavoratori in nero che portano un gran danno alla nostra economia. Fattori positivi che dobbiamo poter prolungare anche in questo “dopo Covid”. Proprio su questi aspetti avremo un incontro nel corso della prossima settimana”, ha detto.

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