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01.02.2022 - 13:300

PSE, i Verdi chiedono di "rinunciare a Via Stadio"

L'interrogazione al Municipio: "Oggi possiamo creare un’ultima opportunità per ripensare questo sciagurato progetto. Poi sarà troppo tardi"

LUGANO – “L’accesa campagna che ha preceduto la votazione del 28 novembre sul PSE ha fatto emergere parecchi aspetti problematici ai quali l’opinione pubblica, fino a quel momento, non aveva dato molto peso. Non si può spiegare diversamente la percentuale tutt’altro che irrilevante dei voti negativi (43 %)”. Inizia così l’interrogazione che i Verdi del Ticino hanno inoltrato al Municipio di Lugano.

E ancora: “Tra i nodi problematici richiamati spesso nei mesi scorsi ve n’è uno esterno al progetto in senso stretto ma che lo condiziona fortemente: la nuova via Stadio che taglia in due l’area attualmente dedicata allo sport. Anche se il render “ufficiale”, usatissimo dalla propaganda favorevole e dai media, occultava artatamente la vera natura del manufatto, facendolo apparire come un riposante percorso ciclopedonale, la popolazione ha ora una percezione più chiara dell’impatto che la futura strada a quattro corsie avrà sull’intero comparto. I flussi di traffico previsti sono imponenti, come mostra la «perizia di mobilità» che accompagna la domanda di costruzione della fase 1 del Polo sportivo e degli eventi.E non solo sulla nuova Via Stadio ma anche sul tratto di via Ciani toccato dal cambiamento viario (che pure si presenta, sempre nel render, come un’oasi tranquilla del tutto priva di veicoli). Contro quel progetto viario è stata inoltrata un’opposizione, a nostro avviso molto ben argomentata, da parte di ATA e dalle associazioni dei Cittadini per il Territorio del Luganese (6 novembre 2017). Oltre a evidenziare gli aspetti critici del progetto, che pone più problemi di quanti ne vorrebbe risolvere, l’opposizione ricorda come in un primo tempo la Città avesse manifestato la propria avversione al disegno viario del Cantone: Le Autorità comunali si sono opposte sin dall’inizio alla pianificazione di via Stadio. Già all’apparire del MasterPlan (nel 2005) il Municipio di Lugano ha espresso la sua opposizione alla strada progettata a sud dello stadio di calcio di Cornaredo, in quanto avrebbe danneggiato la preziosa e vasta proprietà comunale. Nell’occasione il Municipio di Lugano aveva affermato che: “l’inserimento di un nuovo tracciato non deve in alcun modo costituire una cesura tra le aree e le strutture esistenti”. A seguito della resistenza municipale, il Dipartimento del territorio fece rielaborare il progetto di via Stadio, proponendo una soluzione semi-interrata. Ma la variante progettuale non trovò il consenso delle autorità comunali. L’intero Consiglio Comunale di Lugano chiese di “riesaminare la necessità della strada parzialmente interrata tra via Ciani e via Trevano sul sedime del P+R di Cornaredo”.

“Ora – sostengono i Verdi –, con questa procedura definitiva, non solo la strada contestata è riproposta a livello del terreno ma è addirittura ampliata a quattro corsie. Poi, come sappiamo, il Municipio ha ceduto. Ora ci si chiede se in seguito al dibattito sviluppatosi nei mesi scorsi non sarebbe il caso di ritornare criticamente su questa soluzione infelice. Anche il progetto di Polo sportivo e degli eventi confermato dai cittadini lo scorso 28 novembre avrebbe molto da guadagnare dalla rinuncia a via Stadio: nessuna cesura tra i terreni di proprietà pubblica dedicati allo sport e possibilità di utilizzare meglio, a vantaggio della cittadinanza e dello sport, la fascia attualmente dedicata a parcheggio. Senza dimenticare la possibilità di ripensare radicalmente la fascia tra il nuovo stadio e il Cassarate: togliendo il traffico su quel tratto si potrebbe addirittura immaginare la creazione di un bosco urbano che faccia da collegamento verde tra l’area sportiva e il fiume, con un forte impatto positivo per quel che concerne l’adattamento al riscaldamento climatico in una zona che vedrà aumentare il cemento: stadio (con terreno da gioco sintetico), palazzetto, torri eccetera. Non sarà quel simulacro di parco previsto tra palazzoni e polizia a contrastare gli accumuli di calore. La rinuncia alla via Stadio del resto non impedirebbe creazione del nodo intermodale a nord dell’area sportiva”.

Alla luce di quanto esposto, ecco la domanda sottoposta al Municipio:

1) Non ritiene il Municipio – alla luce delle precedenti perplessità dello stesso esecutivo e di quelle emerse tra la popolazione nel dibattito intorno al PSE – che sia il caso di riesaminare il progetto viario che implica la creazione della nuova via Stadio?

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